22.6.07

Eravamo proprio tanti

Al festival delle Letterature con Saviano

La Basilica di Massenzio è uno dei più grandi edifici della Roma imperiale. Si trova nel Foro Romano, ne è rimasta in piedi la sola navata minore settentrionale con la grande abside e le arcate delle volte a botte. E' un monumento molto suggestivo, un palcoscenico, che già di suo vale la visita, che ospita ogni anno, a giugno, il festival delle letterature. Quest'evento richiama alcuni fra i maggiori scrittori italiani e mondiali a Roma e li mette alle prese con un testo breve inedito, recitato dal vivo. Vengono inoltre letti, da bravi attori professionisti, alcuni brani dei loro testi piu' noti. Il tutto è accompagnato da musica soft e videoinstallazioni. La serata dedicata a Roberto Saviano ce la ricordiamo per la ressa al botteghino (per la cronaca bisogna fare il biglietto anche se è gratuito, probabilmente devono contare le persone, visto lo spazio "esiguo"). Quasi scoraggiati e dubbiosi sulla riuscita ci siamo messi in fila. Ci sono alcune file che non sono poi così male, c'è il Colosseo che ti fa compagnia, non hai nessuna fretta e hai un panino da mangiare nello zainetto, anzi la fila a volte può essere piacevole. Poi nelle file c'è sempre da tenere d'occhio quello che si inventa una nuova fila, quello che ti sorpassa perchè ha un amico davanti, quello che gli fa male il piede, quello che ha un biglietto speciale e ... proprio quando stavamo perdendo la speranza di entrare, siamo entrati. L'impatto visivo è stato davvero emozionante, tanta gente, una bella illuminazione e un posto a sedere per la verità un pò scomodo, ma che ce frega, siamo arrivati giusto in tempo per l'inizio. Sentire Saviano è incredibile, ha quella capacità che hanno alcuni di tenerti lì e farti pendere dalle sue labbra. Ha il dono del racconto, il dono del sapere narrare e affascinare il lettore o ascoltatore che sia. Dice parole belle e forti, intense e scomodode. Così inizia il suo inedito con un attacco folgorante "La prima volta che portai una ragazza del Nord nel mio paese mi facevano male le mani. " e poi continua "mi chiese: "Partigiani?" "Sì, partigiani" e così ancora "Esistono luoghi dove nascere comporta avere colpa. Il primo respiro e l'ultimo catarro hanno valore equivalente. Il valore della colpa. Non importa quale volontà t'abbia guidato, non importa che vita tu abbia condotto" per dare vita ad un racconto stupendo e vivo, cinematografico, ma vero, reale piu' di qualsiasi servizio telegiornalistico. Una serata davvero emozionante.
Per la cronaca la seconda esibizione è stata di Vikram Chandra, grande scrittore indiano, che si è prestato anche lui in un bel racconto, sul significato del romanzo, del suo genere di romanzo. Bisognerà approfondire, ma per ora non ho letto ancora niente. Lo consiglio ugualmente.
Wil

30.5.07

A piazza Vittorio

... con l'orchestra di piazza Vittorio


Piazza Vittorio è indubbiamente una delle molte anime di Roma. Essa sta vivendo un passaggio importante della sua storia recente. Da residenza degli austeri burocrati scesi da Torino al seguito del governo reale di Vittorio Emanuele II, (si osservino le vie: Via Cavour, Via Carlo Alberto, Via Principe Amedeo.. )a zona ad alta vocazione commerciale, che, dopo aver rischiato di divenire terra di degrado irreversibile ora è uno sperimentale esempio di vita (abbastanza) pacifica tra persone di razze e culture, le più disparate, nel cuore della città eterna. Qui a maggio si svolge Intermundia, manifestazione che porta in piazza gruppi provenienti dal sud del mondo. Non potevamo non cogliere l'occasione di farci una scappatina per ascoltare Mario Tronco da Caserta e i suoi orchestrali. L'Orchestra di Piazza Vittorio, la Roma multiculturale che suona nel Mondo, è ormai una matura ed apprezzata band, con già alcuni cd alle spalle. Il clima gradevole, la piazza stracolma, la musica, come al solito, trascinante e coinvolgente con le sue melodie sudamericane, atmosfere mediorentali, ritmi africani e direzione orchestrale all'occidentale, con questi ingredienti ci siamo davvero divertiti ed abbiamo passato una bellissima serata. Poi se ci arrivate col 5 (il tram) è una vera poesia. Roma di sera, a Piazza Vittorio si spera.... Saluti. wil

4.5.07

Galeotto fu Ulisse...

Cripta Balby, Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano.

C'è sempre bisogno di una scintilla, di un casus belli per dare il via ad un incendio o ad una guerra, ma anche un'idea, un pensiero, un proposito, hanno bisogno di qualcosa che te li faccia scoccare. Senza dilungarmi troppo, un passaggio di una puntata di Ulisse di fine aprile relativa alla Roma sotterranea mi ha ispirato la doppia passeggiata culturale del ponte del primo maggio. La crypta Balbi è un museo unico nel suo genere, anni di scavi e ricerche hanno portato alla luce una serie di trasformazioni e riutilizzazioni dello stesso monumento che favorisce la conoscenza dei costumi sociali e delle attività economiche dell’oscuro periodo che segna il passaggio dall’antichità al Medioevo. La visita, ben guidata, prevede un percorso, che ci porta a rivivere le esperienze di Alberto Angela. Una di quelle cose che, anche se stai a Roma, non vedresti mai senza una piccola "spinta".
Il caso vuole che il biglietto di questo museo è collegato ad altri musei archeologici romani e così basta attraversare il centro di Roma, respirare un pò d'aria fresca, ristorarsi con un caffè per poi dirigersi verso Palazzo Altemps. Quest'ultimo è un esempio dell’equilibrio architettonico cinquecentesco, di grande impatto visivo, e già di suo vale il prezzo del biglietto, conserva anche molte preziose sculture di epoca romana. Con lo stesso biglietto, due giorni dopo, il primo maggio, si continua il percorso archeologico visitando le Terme di Diocleziano. Sì che c'ero passato mille volte, è di fronte alla stazione Termini a cui da il nome, ma mai mi ero inoltrato oltre la porta di ingresso. Ci troviamo di fronte ad un immenso sacrario di marmi, lapidi, statue, oggetti dell'antica Roma. Sarebbe stato bello visitare questo luogo durante gli anni delle scuole in cui si studia l'epopea di Giulio Cesare e compagni...E per completare l'opera, basta attraversare la strada e prendersi il solito caffè per visitare Palazzo Massimo alle Terme. Spossati da tanta cultura non si riesce a gustare al meglio capolavori marmorei e sculturei provenienti da tutto il mondo romano, però non si può assolutamente rimanere indifferenti di fronte alla straordinaria esposizione di affreschi e mosaici dell'ultimo piano, fra i quali gli affreschi del triclinio della Villa di Livia e quelli della villa detta della Farnesina. Un bel ponte dedicato alla Roma antica, nella moderna Roma.
Wil

2.5.07

Aria fresca per il cinema italiano


Mio fratello è figlio unico di Daniele Lucchetti

Sai quando hai voglia di vedere un bel film, con una storia un pò romantica, un pò avventurosa, che attraversi la nostra storia italiana recente e sia bello, giovane e fresco, sì fresco è il termine giusto! "Mio fratello è figlio unico" colma questo desiderio. Lucchetti, era un pò che non lo sentivo, dicono che i suoi ultimi film erano un pò deludenti e così ho pensato che non avesse girato piu' nulla dai tempi de "La scuola". Dopo tutti questi anni dunque il grande ritorno con una "pellicola" che ha creato molte attese per l'argomento affrontato: la storia di un ragazzo che vive gli anni '70 da una parte e dall'altra dello schieramento ideologico e ne sperimenta le contraddizioni. Lo scenario è la Latina razionalista, figlia delle bonifiche fasciste e terra di voti del MSI, terra di nostalgici del ventennio. Questo ha scatenato le attese sui giornali visto la novità di un film che trattava "la guerra civile italiana" dal punto di vista di chi era nello schieramento "oscurato". Si è detto finalmente abbiamo il coraggio di rileggere la nostra storia elaborando con distacco le vicende degli anni '70. Ma le storie di fascisti e comunisti non sono approfondite dal punto di vista piu' prettamente politico, come le attese hanno fatto credere, sono invece il vestito, l'abito indossato da due fratelli dal carattere diverso. Accio piu' piccolo, inquieto, insicuro ed impulsivo , Manrico piu' grande, disinvolto e di successo. La grande forza del film sta quindi soprattutto nella storia raccontata, nella grande bravura degli attori, Elio Germano e Scamarcio e degli sceneggiatori, Rulli e Petraglia, gli stessi de "La meglio gioventu'" e si vede. Di notevole spessore anche gli altri attori, da Zingaretti alla Finocchiaro alla Bonaiuto. Quindi bella storia, sfondo storico, niente retorica, questo è il cinema italiano che vogliamo!!

25.4.07

Non fate camorra!!

Gomorra di Roberto Saviano

Quando ero piccolo, mi ricordo, che c'era chi diceva a noi bambini "Non fate camorra!!", per dire di non fare rumore, non disturbare. Chissà da dove è venuta questa espressione, ma è certo che la Camorra fa casino e disturba parecchio. Anche "Gomorra", il primo libro di Roberto Saviano, con uno stile limpido e chiaro, appassionato e lucido allo stesso tempo "fa Camorra", cioè disturba parecchio e provoca disagio. Sono stato spinto alla lettura di questo libro, dopo averne sentito tessere le lodi da migliaia di lettori che mi hanno preceduto su ritagli ascoltati in televisione o carpiti qua e là sulla stampa. Il crimine svelato nei suoi retroscena, nel suo backstage, dietro le quinte, è sempre un argomento di successo, lo trovi sparso nei film di culto, nei libri piu' venduti, in televisione, di sicuro intriga ed appassiona, quindi un libro con questo argomento potrebbe già incuriosire di suo. Ma Gomorra ha molto di piu' del semplice racconto di malavita. Gomorra è la realtà, c'è la vita dentro, ci sono storie di persone, e ci siamo anche noi, chi piu' chi meno: basta cercare un pò per trovare le nostre responsabilità all'interno del "Sistema". Gomorra è anche un manuale sul capitalismo moderno che attinge all'illegalità per favorire i propri profitti apparentemente puliti. Ed infine Gomorra ci aiuta ad interpretare certe notizie del telegiornale fredde e banali come "hanno ucciso quello, ma era pregiudicato" o "a Napoli rifiuti da tutte le parti" oppure "Sequestrato container cinese" o "Arrestati per spaccio di cocaina". Finalmente possiamo riflettere sulla complessità nascosta dietro le semplificazioni televisive e privarci di luoghi comuni così ben radicati sugli abitanti di certe zone della Campania. A me è piaciuto molto e lo consiglierei a tutti. Wil

1.4.07

La Cina che non si vede


Still Life di Jia Zhang-Ke.

Nonostante il Leone D'Oro questo film cinese non ha avuto molto battage pubblicitario, sicuramente a causa del suo basso tasso di spettacolarità o di americanità viste le pellicole che gli vengono preferite nelle sale. "Still Life" si dota di toni spenti e opachi calati in un paesaggio grigio e umido, specchio delle due anime inquiete protagoniste del film. Lo sfondo in cui si svolgono le due storie di Zhangke, è un villaggio nel cuore della Cina, in via di demolizione, ci sono centinaia di operai che martellano i muri dei palazzi addirittura a mano , in via di sommersione dall’acqua a causa della costruzione della diga delle Tre Gole. Per anni il governo cinese ha perseguito questo immenso progetto, tanto che (come evidenzia una scena del film) in alcune banconote correnti vi è da una parte l'immagine di Mao e dall'altra quella delle Tre Gole. La diga è chiara rappresentazione del progresso.
Due tristi storie d’amore, un uomo che cerca la moglie ed una moglie che cerca il marito dopo anni di lontananza, narrate con uno stile essenziale e minimalista fanno da contrappunto a uno spaccato sulla realtà sociale della Cina odierna, opulenta, veloce, occidentalizzata, arida di valori. Questo regista, a me sconosciuto finora, ma pare che abbia destato, già nelle precedenti due opere proprio a Venezia, molto interesse tra i cinefili si muove con umana partecipazione attraverso una macchina da presa delicata e spesso immobile, descrivendo due storie sommesse, sussurrate e silenziose. Inoltre Zhangke apre, sorprendentemente, in alcune scene del film ad immagini surreali o addirittura "fantascientifiche" : una bizzarra costruzione si alza verso il cielo come un razzo, il ponte sul fiume si illumina di notte, un funambolo su un filo volante, un bambino che canta malinconiche canzoni d'amore, quest'ultima in particolare mi ha entusiasmato per la potenza espressiva, ma non sono ancora riuscito a scaricarne(in senso di download) la melodia. Un film che non mi aspettavo proprio e che mi ha davvero incantato.

28.3.07

Una domenica a regola d'arte

Carracci e Palazzo Farnese

Certe domeniche mi vien voglia di uscire, e passeggiare per Roma, senza avere in testa un'idea precisa ma solo delle sensazioni o delle vaghe pensate. Questa domenica di quasi primavera si va in centro, il solito giro, sempre bello, magari poi c'è una bella mostra... così vagando raggiungo Piazza Farnese. Qui non credo ai miei occhi quando vedo una sparuta coda di persone che attende di entrare nella tanto decantata ambasciata piu' bella d'Italia. Che fortuna, è una delle pochissime giornate in cui si entra e per giunta gratuitamente. Così ho l'occasione di ammirare per la prima volta questa magnifico palazzo rinascimentale. Subito si rimane stupiti dai particolari architettonici quali il bellissimo atrio di accesso del Sangallo o il cornicione di Michelangelo, ma Palazzo Farnese custodisce, come si addiceva alla residenza di una nobile famiglia di vaste ambizioni politiche, preziose opere decorative fra le quali spicca una serie di stucchi e pitture a tema mitologico realizzato su una superficie di circa 120 metri quadrati noto come "Galleria dei Carracci". E qui l'incanto è servito, Annibale Carracci ha realizzato una stanza con scene di grande sensualità, che celebrano senza alcun ritegno l’onnipotenza dell’amore. Non mancano di colpire lo sguardo del visitatore anche le altre nobilissime stanze. Il caso vuole che in questo periodo a Roma ci sia una bella mostra di Carracci e allora già che ci siamo completiamo l'opera andando a visitare il chiostro del Bramante, bellissimo di suo, che ospita per l'occasione alcune tra le piu' belle tele del maestro della pittura bolognese. L'autore del mitico "Mangiafagioli" si è presentato in questa occasione con il meglio della sua produzione, dagli autoritratti, agli impressionanti dipinti del laboratorio del 'vivo', come la stupenda "Bottega del macellaio", inoltre quadri sacri o altro di "gusto veneziano". Ma è inutile dilungarsi nella descrizione di qualcosa che va solamente visto e gustato. Bella giornata!
Saluti
W