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15.12.10

Curiosare i lavori in corso

Visita ai "Cantieri aperti" della Metro C

Assecondando una delle mie grandi passioni mi sono aggregato a gruppi di anziani, genitori con bambini, ed utenti occasionali alla manifestazione dal nome "Cantieri Aperti". Organizzata dalle ditte che stanno svolgendo i lavori delle nuove metropolitane C e B1, l'incontro è volto ad illustrare l'avanzamento della costruzione di queste grandi opere. Data la mia perversa passione per i lavori in corso e per l'avanzamento lavori, a Centocelle poi, non potevo mancare. Devo infatti ammettere che tra le mie passioni c'è quella di curiosare i siti come romametropolitane.it o metrocspa.it che danno ampi ragguagli sulle opere effettuate e su quelle in corso, con tanto di foto e schemini. Ogni mese aspetto l'aggiornamento delle immagini, i nuovi tratti di galleria scavati, ed i nuovi tempi di fine lavori. Mi piace verificare anche con sguardi rapidi ai cantieri del mio quartiere o della città, ma è sempre molto difficile, si ruba solo qualche dettaglio. Questa volta ho il tempo di approfondire, c'è l'esperienza di qualche tecnico che ti da delle notizie impossibili da reperire altrove, c'è un bel video che racconta la storia dei lavori, c'è il balcone che si affaccia su trenta metri di scavi, c'è l'anteprima dell'atrio della nuova stazione Mirti. Meno pericoloso di cantine aperte, cantieri aperti è stata un'esperienza davvero emozionante.

9.12.10

Ci piace l'arte contemporanea?

Visita al Maxxi

Finalmente. Avevo una grossa curiosità di entrare in questo posto per constatare se ne valesse la pena o se fosse solo un'occasione di intrattenimento modaiolo o radical-chic. Da un pò di tempo leggevo di code alla biglietteria, di dati interessanti sulle presenze. Come sempre è meglio aspettare, tanto il Maxxi non scappa, al massimo cambia qualche esposizione temporanea, ma non sono così esperto da avere preferenze verso l'uno o l'altro artista. Giunge l'occasione buona e l'orario buono (a cavallo del pranzo). Il quartiere già di per sè è interessante e questa serie di linee strane che ne rompono l'armonia è davvero divertente. Secondo me "divertente" è l'aggettivo giusto, l'impatto con questo monumento alternativo mette allegria. Ci si ritrova gioiosamente spiazzati, come un bimbo davanti ad un parco giochi. Entrando poi non si sa dove volgere lo sguardo. Tubi appesi, scale assurde, strane composizioni ed ampi spazi da esplorare. Non è chiaro come muoversi, non c'è un percorso guidato, ma troviamo le descrizioni delle installazioni piu' importanti. Pian pianino ci orizzontiamo e prendiamo coraggio. Infine capiamo come goderci la visita e diventiamo dei veri esperti del contemporaneo. Perchè in fondo non ci vuole molto, basta lasciarsi andare, ogni composizione, ogni luce, ogni movimento di queste opere trasmette una sensazione insolita. Che dire ad esempio di "Sculture di linfa" una stanza tappezzata da corteccia come se fosse l'interno di un albero con un tronco sul pavimento con della linfa raccolta, dicono sia arte povera. L'opera di ingresso poi "Widow" una cosa stranissima ed enorme che sembra una tripla tuba che non permette di vedere da ciascuna delle tre estremità le altre aperture. Che faccia fare poi davanti alle illuminazioni di Mario Merz o che pensare ascoltando le varie audioinstallazioni che incontriamo. Ci mancano i riferimenti, ma forse proprio per questo non ci scomponiamo e proseguiamo temerari. Così alternando le nostre nuove identità, passando da un Achille Bonito Oliva, alla moglie di Alberto Sordi alla biennale di Venezia in "Le vacanze intelligenti", passiamo quasi tre ore senza accorgercene. E come dicevo all'inizio una delle attrazioni maggiori è la stessa struttura di Zaha Hadid che si presta alla meraviglia ed alla circumnavigazione. Sfiniti ma contenti, una vera giornata alternativa

22.7.10

Criminalità e Stato

Festa SEL con dibattito sulla mafia

D'estate si sa ci sono sagre, feste paesane, feste patronali, religiose, e di partito. In ogni caso si mangia, si beve, si ascolta musica, si balla e, se proprio si vuole, si partecipa a messe o dibattiti. Abbiamo scoperto nella tranquilla e vicina Villa Gordiani, che amo già perchè rientra in uno dei miei percorsi podistici, la festa locale di Sinistra e Libertà. In una calda serata estiva di luglio, in un parco del genere si sta bene e si gode di una certa arietta fresca ed inoltre i volontari del partito, come le vecchie feste dell'unità hanno insegnato, preparano carne alla brace ed altre specialità culinarie che insieme alla visita degli stand ti fanno passare una serata alternativa. Dal depliant informativo scopriamo un evento interessante a breve con Nichi Vendola, il procuratore Caselli e Francesco Forgione, ovviamente si parla di mafia. Torniamo dunque la settimana successiva, ma stavolta le persone sono tante, c'è una ressa incredibile per mangiare e non si trovano tavoli. La festa non è calibrata per un evento di così importante spessore, ma ci si adatta. C'è uno spiegamento di forze di polizia attorno al procuratore, che lo guarda e lo protegge : certo che vivere così tutti i giorni non ti permette di dimenticare qual'è la tua professione ; in questo caso non è piu' solo una professione ma è la vita completa. I tre mangiano in un tavolo vicino al nostro e li osserviamo in gesti comuni quali tagliare una bistecca o inforcare un piatto di pasta. A noi il pasto arriva molto piu' tardi, i "camerieri" perdono la bussola. Ma non importa, veniamo al dibattito che è molto appassionante poichè dai conferenzieri fuoriesce passione e sentimento, è facile esserne coinvolti. L'argomento è la criminalità organizzata ed il suo rapporto con lo stato che già di per sè è intrigante. E i nostri non si risparmiano. Si parla di Andreotti, di decreto di legge sulle intercettazioni, di “verità condivise” sulle stragi, dello stato attuale della Magistratura. Caselli spiega perché la giustizia è lenta ; sono stati ridotti del trenta per cento i cancellieri, molti processi sono rinviati per cavilli allucinanti, ne racconta alcuni molto esemplificativi, che rendono facile rimandare ad oltranza il processo. Ironizza sul fatto che questa condizione della giustizia sia voluta per interessi di politici o uomini di potere. Conclude "La mafia non è ancora altro da noi” Un discorso di grande fascino ma che rivela la grande fragilità dei magistrati in questa che sembra una lotta contro i mulini a vento. Vendola parla di militanza del politico contro la mafia, racconta la sua esperienza tra le strade e i paesi della Sicilia, l'amicizia con Forgione e con Caselli e ricorda uomini come Peppino Impastato, parla invece della Moratti che "si è stupita quando ha scoperto che la ‘Ndragheta era ormai radicata nella sua città!”. Ribadisce che la mafia è anzitutto una cultura e via dicendo. Discorsi che in televisione abbiamo sentito molte volte e con i quali ci siamo sentiti d'accordo, ma che qui in questa sera d'estate riprendono vigore e danno forza. Sognare si può

24.5.10

Architettura fascista

Visita all'Inps e all'Eur

Ogni volta che arrivo all'Eur provo un'emozione. Dopo l'ultima curva della Cristoforo Colombo che anticipa piazza Marconi si apre uno scenario di grande impatto. Le bianche costruzioni che si ingrandiscono a mano a mano che ci avviciniamo sono un set cinematografico ideale. Questa volta non andiamo al Palazzo dei Congressi come ci capita ad esempio a marzo, per l'iscrizione alla maratona di Roma o a dicembre, per la fiera della piccola e media editoria. La scusa di questa volta è una speciale visita al palazzo dell'INPS. In questo fine settimana è possibile visitare la sede storica con una collezione di dipinti di proprietà dell'ente. Per la verità queste tele non sono granchè, pezzi del 1963 acquisiti per un concorso per giovani autori e qualche altra opera piu' antica, ma di poco migliore. Quello che ci interessa è la struttura in sè, a livello architettonico. Della visita ricordiamo la sala riunione rotonda con l'ampia vetrata che da su Piazza Marconi, le scale di metallo, le rifiniture con la scritta inps, gli ampi corridoi, i marmi con i bassorilievi presenti all'esterno, ed alcuni interessanti mosaici dell'epoca. E pensare che durante il fascismo si è costruito con un certo criterio e "gusto" che può non piacere, ma ha una sua logica. Se decontestualizziamo le opere del ventennio dimenticandoci del duce (operazione quasi impossibile) le possiamo valutare da un punto di vista estetico urbanistico, osservando il grande rigore formale, la maestosità, la bellezza decadente. Il quartiere dell'esposizione mancata del '42 è il massimo livello dell'architettura razionalista che, già presente in Italia in epoca Giolittiana, sicuramente durante il fascismo ha avuto modo di esplicarsi adeguandosi allo stile celebrativo del regime, ma rimanendo comunque interessante. Non inoltriamoci in diquisizioni tra l'architettura e la storia e la sociologia, ma proseguiamo con la nostra passeggiata, uscendo dalla mostra, attraversando il mercatino di antiquariato allestito davanti all'affascinante palazzo della civiltà e del lavoro. Chi è appassionato di queste chincagliere avrà facilità nel trovare qualche oggettino da incamerare. Noi guardiamo e passiamo oltre, saltando il caffè Palombini, quello dei fighetti, e raggiungendo l'argine interno del laghetto artificiale dell'Eur. Ma fa troppo caldo....

3.5.10

Giovani dentro

Concertone del primo maggio




Il primo maggio è molto adatto alla scampagnata, all'uscita fuori porta, o ad un viaggio di piu' giorni sfruttando, se capita, un ponte. Ma se, per un motivo o per un altro, per noia o per lavoro si rimane in città, una capatina al concertone non è una pessima idea. L'occasione è anche buona per fare due passi dalle parti de via Merulana, quella der Pasticciaccio, o svirgolare un pò verso l'Esquilino. Si va nel tardo pomeriggio che sennò non si regge fino a sera. Fa sempre uno strano effetto tuffarsi in questo mondo fatto di musica che si sente da un chilometro di distanza, da una marea umana che si muove, beve, fuma e fa pipì. Da una parte una serie di furgoncini che riscaldano montagne di panini con salsiccia, nella calca una mandria di ambulanti che si fanno strada energicamente trasportando un carretto di lattine e ghiaccio . Gente ubriaca, fumata, tatuata, inanellata, griffata, quasi tutti ragazzini o poco piu'. L'eccesso è giovane si sa. Si ha il tempo di ascoltare qualche scampolo di un gruppo sconosciuto che si va in pausa. Questa è l'occasione per fuggire un pò dal caos, e se ne sente il bisogno nonostante si stia ai margini della piazza. Rifocillati e ristorati mentalmente si torna al concertone in un'atmosfera che nel frattempo è cambiata. Ci accorgiamo del palco e degli schermi luminosi installati che lo rendono uno dei piu' belli degli ultimi tempi. L'effetto è molto piacevole e il primo artista, Paolo Nutini, canta qualcosa di allegro che rende festosa la serata. A seguire Carmen Consoli che a me non è mai dispiaciuta e dal vivo è sempre brava. Ci guardiamo attorno, l'età media è cresciuta e l'oscurità attenua le differenze. Finalmente i Baustelle, che riescono ad essere orecchiabili e raffinati allo stesso tempo, si inizia a cantare a voce alta. E poi l'exploit di Vinicio Capossela che come sempre allestisce quello che non è un semplice concerto ma una rappresentazione in musica. Coinvolti dalla musica, si salta, si balla, si canta, si suda, ci si emoziona. Una bella serata, peccato che i tram terminano presto il loro servizio.

1.4.10

Pasqua ebraica


Si avvicina la Pasqua ed in giro per Roma si svolgono diversi concerti di richiamo spirituale. Veniamo invitati al ghetto e piu' precisamente nella Chiesa di Santa Caterina de Funari per un concerto di musica ebraica, così ci dicono. Il ghetto è un posto ogni volta piacevole da raggiungere e da visitare. L'occasione è propizia. In una serata infrasettimanale non ci dovrebbe essere molto traffico. Inaspettatamente c'è una fila che ci fa temere per la nostra partecipazione al concerto. Ci sono i soliti bigliettini come alla posta e fanno entrare un pò alla volta. Alla fine stretti stretti, seduti su un confessionale ma ci siamo. Evelina Meghnagi ci introduce alla sua musica che è un percorso attraverso la diaspora dei giudei. Canti yemeniti, libici, sefarditi, in judeo-spagnolo, arabo ma anche in italiano. Una alternativa alla musica klezmer e alla lingua hiddish che è piu' in voga. Tutto di fila il concerto potrebbe annichilire i palati meno fini, ma alcune melodie sono davvero accattivanti. Bravissimo Domenico Ascione alla chitarra che poi si cimenta in una versione commovente del classico (che era un classico l'ho scoperto dopo) di "adio kerida". La Meghnagi ha una voce potente ed arricchisce la musica con ampie descrizioni delle ballate.
Finiamo la serata in un ristorante kosher (ma i gestori sono musulmani, va bè che la cucina è la stessa) in cui ho scoperto che il carciofo alla giudia non è quello che pensavo e non mi piace proprio.


15.3.10

Manifestazioni e manifestazioni

Manifestazione piazza del popolo contro corteo di San Giovanni

La primavera è una stagione che si presta per le manifestazioni di tipo politico in senso lato, ma non è che che si va a certi eventi solo per farsi una passeggiata. Ci sono delle parole da ascoltare e alle quali aderire o, al contrario, si cercano volti che ascoltino i nostri desideri piu' profondi e li decantino da un palco. Ci sono le manifestazioni piacevoli a cui si va volentieri, e quelle che si guarda da fuori per lo sconcerto che ci destano. Ho visto vecchietti improbabili che sembravano uscire da gite di paese e che invece andavano a San Giovanni avvolti da bandiere e slogan idioti tipo "L'amore vince sempre sull'odio". Ne ho visti altri con lo sguardo fiero, con rabbia lucida invocare, a Piazza del popolo, democrazia e diritti civili per tutti. Ho visto (in tv e solo un pò) un palco pacchiano e deficiente, e ne ho visto un altro (dal vivo) dal quale sono uscite parole importanti, pregne di significato, umane, forse un pò retoriche, e molta buona musica. La manifestazione di Piazza del Popolo, una di quelle, ne ricordo molte ormai, organizzate per sancire il diritto alla uguaglianza, alla salvaguardia della Costituzione, una delle tante contro qualche trucchetto dei governanti, in questo caso la legge elettorale cambiata in corso d'opera. Ho visto interventi di politici e persone come si dice "della società civile" di grande impatto, ma il coinvolgimento e la passione smodata è giunta con il discorso di Nichi Vendola. Chiamato per nome "Nichi" da tutti, è ormai un idolo delle folle e rappresenta una luce, una speranza nell'ambito della nebulosa del centro sinistra. Con i suoi discorsi filosofici, solidaristici, laici è travolgente. Tutti vogliono essere pugliesi per poterlo votare alla regione. La politica deve essere questo : la direzione, il sogno comune, l'obiettivo di una comunità. La musica aiuta a coinvolgere e a far sognare ed in questa occasione gli ospiti sonori sono tutti azzeccati. E segnaliamo un duo, che produce suoni che sembrano uscire da un gruppo rock con quattro chitarre due batterie e almento un basso, invece sono solo i due "Bud Spencer blues explotions". Questi fanno un blues rock molto chitarroso alla "Jimi Hendrix" o "Explosions in the sky" , che non è il mio genere, ma ascoltarlo in piazza è straripante e penetrante. Davvero bravi. E poi c'è Simone Cristicchi, che non se ne parla mai bene a sufficienza, testi e musica ben illuminati, anche lui dal vivo non manca mai di farci fare quattro salti. Tutto bene, ma è solo una manifestazione, non serve a molto, ma neanche a niente.

Bud Spencer blues explotions Cristicchi

8.3.10

Ara musicae et politicae et pacis

De Andrè all'ara pacis e piccola manifestazione

Quale occasione migliore per visitare l'ara pacis che una mostra dedicata all'indimenticabile cantautore genovese! Era un pò che volevo entrare nella ormai nota teca di Meyer per vedere (forse rivedere, ho un flebile ricordo di scuola) quello che c'è sotto. E sotto c'è l'Ara Pacis, la grande costruzione marmorea, un altare pagano che celebra Augusto e la Pace, ottenuta dal primo imperatore romano dopo una campagna in Spagna e Gallia. La teca, così contestata, in realtà fornisce una gran quantità di luce al monumento, esaltandone i bassorilievi scolpiti ai quattro lati. Le didascalie fornite aiutano, ma non bisogna disdegnare una preventiva studiatina su wikipedia (dieci minuti bastano) per avere una degna introduzione all'opera. Il museo dell'ara pacis oltre ad ospitare l'altare antico è un centro espositivo di richiamo internazionale, con mostre tra le piu' apprezzate e pubblicizzate. Una bella scelta culturale ma anche di marketing. Si unisce qualcosa di antico da preservare, ma che da solo non avrebbe così tanto richiamo, con mostre accattivanti e si giustifica la spesa effettuata per il restauro. Veniamo all'istallazione che abbiamo visitato : molto suggestiva, piena di video e canzoni tratte dalla vita e dalle opere di Fabrizio De Andrè. Per gli appassionati molte delle immagini e dei suoni che colgono gli occhi e le orecchie sono viste e riviste, ascoltate e riascoltate, ma l'emozione ti bracca ugualmente. Non ci si sazia della bellezza. Ma dopo due ore e passa non ci si sazia neanche di aria. E così usciamo per una piacevole pausa ristoratrice. Già che siamo da queste parti proviamo a raggiungere Piazza Navona, ormai piazza delle contestazioni, per aderire, almeno emotivamente, ad una manifestazione a salvaguardia della costituzione, in occasione del decreto salvaliste. Questi ragazzi, non solo ragazzi, sono da elogiare, perchè, seppure queste iniziative non ottengono molti risultati, tengono alta l'attenzione sul rispetto dei diritti basilare del vivere civile. Comunque ciò che mi ha piu' colpito è la presenza e la partecipazione di anziani, che immagino si trovino un pochino sconcertati vedendo che le loro battaglie, le loro sofferenze, per traghettare questo paese verso la civiltà, stanno per essere vilipese. Uno o due discorsi dal palco di persone poco note, ma di una lucidità e di una precisione incredibile : il secondo è un magistrato anziano che si vede che ha fatto gli studi classici di una volta. I processi di formazione moderni non sono piu' selettivi come un tempo.... Per fortuna che qualcuno ancora si salva e si impegna per un mondo piu' equo e piu' "alto".

18.1.10

Due ore non bastano

Visita alla galleria borghese con mostra di Caravaggio e Bacon

Dopo anni e anni di "rimando a data da destinarsi", finalmente riesco a visitare il museo di villa Borghese. Sarà che il meccanismo della prenotazione non mi appassiona, ma sicuramente garantisce un flusso moderato di visitatori, sarà che è mancata l'occasione giusta. L'occasione è giunta : una mostra interessante ed una nuvolosa domenica di gennaio da sfruttare. Venirci in tram poi è rilassante, ci si delizia guardando Roma al rallentatore; dalla regale via Regina Margherita si prosegue a piedi, attraversando la bella Villa Albani. Lungo il tragitto miriamo e rimiriamo palazzi elegantissimi e silenziosi, con grandi balconi, bei terrazzi, piante e accessori, ma ci accorgiamo di camminare su marciapiedi ornati di grandi cacche prodotte da grandi cani che padroni grandi e scostumati non hanno raccolto. E allora l'eleganza è solo apparente. Ma andiamo avanti, siamo presto a Villa Borghese e ci prepariamo per questo grande evento visionario. Forse è osare troppo, ma l'accoppiata museo Borghese piu' la speciale mostra Caravaggio - Bacon non ci spaventa. Sicuramente c'è parecchia carne al fuoco, come direbbe Biscardi, forse troppa. Per iniziare non ci facciamo mancare l'audioguida che è solo per le opere stabili del museo e non per quelle della mostra, ma va bene così. La meraviglia è un pò dovunque, nel giardino che ti accoglie, ma che già conosciamo, nel palazzo negli arredi, e nei dipinti e nelle sculture che lo rivestono. La prima stanza, enorme, presenta i quadri di grandi dimensioni, le trilogie di Bacon sono sconvolgenti e di impatto violento. E' bene leggere la didascalia e la storia di questo pittore per carpirne l'anima e comprenderne i colori dolenti e le linee debordanti. Di Caravaggio invece sappiamo molto di piu', conosciamo la sua storia, abbiamo piu' vive le sue opere nel nostro immaginario, ma ci fa sempre una certa impressione vedere questa "Resurrezione di Lazzaro" da vicino. Proseguendo, per ordine di stanza e ordine di audioguida (eheh, non si può sgarrare!) non ci facciamo mancare niente. Dalla Paolina Bonaparte, luminosa custode del palazzo, alla stupenda metamorfosi di Apollo e Dafne, per non parlare della Verità, del ratto di Proserpina e di tutte le opere di Gian Lorenzo Bernini, lo scultore preferito dal padrone di casa, il Cardinale Scipione Borghese. E tra un quadro di Bacon, uno di Caravaggio, una scultura di Bernini e qualche altro dipinto del cinquecento, per non parlare poi delle decorazioni delle pareti di ciascuna stanza terminiamo il piano terra già pieni di visioni e nozioni. Ma non basta, c'è il primo piano. Ed anche qui una ricca esposizione di dipinti, ed il prosieguo della mostra. Mentre siamo intenti ad ammirare il famosissimo Amor sacro e Amor profano di Tiziano, giunge una signorina gridando che l'orario di visita è terminato. Oddio! Una corsa ed un saltello per superare l'ultima porta prima che un'altra signorina la chiuda. Non posso perdermi, almeno uno sguardo, chissà quando ci torno, la deposizione di Raffaello, ma due minuti proprio e ci fanno evacuare.
Siamo comunque soddisfatti.


23.6.09

Fine settimana di concerti



Festival De Andrè e Villa Ada incontra il mondo

In un fine settimana di giugno, inizio d'estate, a Roma ci sono sono un sacco di iniziative, concerti, spettacoli. Bisognerebbe approfittare. Qualche volta si può. In questo periodo, nel quartiere della Magliana, notissimo per la banda criminale che da qui si espanse per tutta Roma nel periodo anni '70 anni '80, c'è una piazza dedicata a Fabrizio De Andrè. Qui si svolge un piccolo festival dedicato al grande cantautore genovese. Quest'anno c'era Luca Carboni, che per la verità non mi è mai dispiaciuto, ma che ha fatto un bell'album di cover rispolverando soprattutto due canzoni mitiche : "Ho visto degli zingari felici" di Claudio Lolli ed "Eppure soffia" di Bertoli. Meglio le originali indubbiamente, ma la nuova versione è piacevole. L'uso delle cover per resuscitare canzoni di nicchia o per darle in pasto ad una platea piu' commerciale è un'operazione interessante. Ma c'è da fare una considerazione : da un lato alla massa vengono servite delle perle che molti non saprebbero cercarsi da soli, dall'altro lato queste perle vengono poi canticchiate da alcuni in maniera irriguardosa e senza comprenderne i valori o in qualche caso finiscono in discoteca storpiate completamente.





Tornando al concerto, la sorpresa maggiore è Cristiano De Andrè che, inaspettato ci alcuni brividi cantando alcune canzoni del padre con quella voce che tanto lo ricorda.
Il sabato sera invece scegliamo di andare a Villa Ada dove c'è un tipico gruppo salentino di pizzica. In realtà questo non è un gruppo comune, perchè l'Officina Zoe ha firmato la stupenda colonna sonora di Sangue Vivo di Edoardo Winspeare. Questo film ha introdotto una decina di anni fa la rivisitazione della musica popolare leccese scatenando una moda che ancora imperversa ogni estate e che ha il suo culmine nella notte della Taranta. Che dire poi di Villa Ada! Per prendere qualcosa da mangiare devi fare una fila spaventosa, i prezzi sono alti, il personale non sa cucinare e spesso la roba finisce presto. A parte questo bella serata!

20.4.09

Pioggia e musei


Musei capitolini e mostra del Beato Angelico

Nella giornata gratuita della cultura, una pioggia continua non può che convincerci che questa è l'occasione giusta per "rinchiudersi" in un museo. Scegliamo i musei capitolini visto che quest'anno in aggiunta c'è una importante mostra su Beato Angelico. Ovviamente non l'abbiamo pensato solo noi, la fila con l'ombrello è lunga, ma con un pò di pazienza possiamo raggiungere il porticato e continuare l'attesa al coperto. Perchè abbiamo scelto questa mostra e non quella piu' reclamizzata e piu' importante su Giotto che si tiene al Vittoriano? Forse perchè abbiamo preferito al solito un ambiente piu' tranquillo, di nicchia e non vogliamo giocarci i dieci euri per Giotto proprio oggi tra file e sgomitate per vedere un quadro. Tanto lo vedremo in maniera ottimale in una data da destinarsi (ovviamente non sarà mai destinata!). Il frate domenicano detto Beato Angelico, pare che sia stato beatificato veramente ma che lo chiamassero beato già da prima, che ritroviamo spesso in giro per le nostre chiese, sepolto a Santa Maria sopra Minerva, autore del piano basso della mitica cappella di San Brizio ad Orvieto, fu un pittore del primo quattrocento di grande abilità tecnica tanto che ispirò tra gli altri Piero della Francesca. Qui, tra le opere, c'è la deliziosa annunciazione di San Giovanni Valdarno, una Tebaide dei primordi, Madonna tra Angeli e altre di grande raffinatezza. Proseguiamo la visita ai musei portandoci presso la nuova megasala del Marco Aurelio che è stata allestita recentemente infatti non la ricordavo. Bello l'imperatore filosofo a cavallo. Immenso il testone di Costantino. E continuiamo scorrazzando qua e là per le sale di pittura con Caravaggio, l'enorme tela del Guercino ma così senza approfondire, di palo in frasca, che siamo stanchi. Ed uno sguardo certo lo meritano la Lupa e la sala cerimoniale degli Orazi e Curiazi. Infine ci soffermiamo sulla descrizione che un fantastico insegnante tiene nella sala delle oche, la famosa storia di questi pennuti che salvarono Roma da un antico assedio, ad una classe di piccolissimi e altrettanto fantastici allievi. Vedendoli rispondere in maniera approfondita a tutte le domande, anzi, anticipando il racconto, si può bene dire che non è vero che la scuola italiana, le elementari in questo caso, sono così malvagie.

9.6.08

Due Einaudi al Quirinale

Domenica dal presidente

Domenica mattina, mi porto dietro una mezza idea, visto che non è tanto tardi, di andare al Quirinale, so che c'è un concerto e si può visitare il palazzo. Penso, se c'è fila, e spesso ce n'è, si cambierà programma . Non ero mai riuscito ad entrare nei miei pochi tentativi precedenti. Questa è la domenica giusta. Non c'è nessuno in fila, che strano, entriamo tranquillamente, qualche guardia ci da semplicemente una squadrata e ci lascia passare. Il cortile di ingresso è un bel posto sì, ma ben piu' importante è il significato simbolico: quante macchine di presidenti del consiglio abbiamo visto entrare nei servizi dei telegiornali, senza che nessuno ci abbia mai mostrato cosa ci fosse oltre quella soglia. Comunque la nostra prima intenzione stamane è di vedere il concerto di Ludovico Einaudi, un grande pianista, mimalista alla Nyman, le cui composizioni sono molto utilizzate in pubblicità o nei documenti televisivi. Purtroppo i biglietti per l'ingresso alla cappella paolina, quelli sì, son finiti, ci dicono nella prima fastosa stanza, ma restano quelli di ingresso semplice al palazzo. Così iniziamo a visitare il doratissomo e decoratissimo piano nobile. Arazzi, specchi, affreschi, lampadari, scrigni, marmi : di gran lusso ogni stanza, il gusto si riferisce a varie epoche visto che la storia del palazzo parte dal '500, dal periodo pontificio a quello napoleonico fino a quello sabaudo. Notevole una scalinata che scorgo quasi per caso, visto che non possiamo salire sopra, al torrino, assomiglia a quella di palazzo Barberini e si tratta della cinquecentesca scala del Mascarino, fornita di bellissime colonne binate. Proseguendo incrociamo la mostra dedicata all'Einaudi, primo presidente eletto della Repubblica e nonno del pianista. Un video che illustra la vita di quest'uomo, già presidente della banca d'Italia, ci fa riflettere sul suo profilo politico, culturale ed umano che farebbe comodo ai nostri tempi, regno incontrastato di ciarlatani e buffoni. Altra epoca, altra gente, altre condizioni, ma nelle foto scorgo un Andreotti d'annata, unico elemento di continuità col passato. Proseguiamo ed arriviamo al salone bellissimo e famosissimo dei corazzieri, bestioni alti due metri che difendono la massima istituzione repubblicana. Da qui si accede alla cappella paolina, dove si tengono i concerti, piena come un uovo, dalla quale fuoriescono diverse persone in tacito ascolto delle note di Le onde del maestro Ludovico. Ci fermiamo anche noi e riuscendo ad ascoltare le ultime due esecuzioni piu' il bis. Niente male per una domenica mattina senza pretese

8.6.08

Allegri, anche troppo

Toh il Gay-Pride a Roma!

Di sabato pomeriggio, se non ti stendi sul divano con qualche gara ciclistica o non devi andare a fare qualche acquisto, puoi andare al centro per turismo e shopping. A Roma capita spesso di incontrare manifestazioni, specie se in primavera, ma non ci aspettavamo proprio, all'uscita della stazione Termini, la vista di alcuni coloratissimi e allegrissimi carri musicanti : è arrivato il Gay Pride!!
E la sorpresa è che la musica simpaticissima, i balli, i costumi, la spensieratezza introdotta dalla festosa compagnia è coinvolgente come non mai e così li seguiamo. Una fantastica Via Cavour chiusa al traffico, piena di gente, tra turisti curiosi e la gaia brigata, tra festoni, palloncini, fischietti, e colori colori colori non si può che essere allegri. Diversi carri, ballerini, drag queen, travestiti che mostrano le forme ipersiliconate, persone piu' moderate che mostrano lo striscione delle famiglie arcobaleno con i figli appresso, limousine da dove escono tipi e tipe eccentrici ed anche molti con cartelloni irriguardosi verso il ministro dagli occhi di fuori che non li ha sponsorizzati. Sarà che Roma è bella, sarà che è primavera, sarà che questi sono proprio forti, sarà che poi passi per i fori imperiali, piazza Venezia e arrivi a piazza Navona, è proprio una bella giornata. E poi riscoprire la vecchia Raffaella Carrà con "Ahi ahi che dolor" e notare che c'è tutto un balletto strepitoso dietro non fa che accrescere la rabbia per la nuova Raffaella Carrà, quella delle lacrime a tutti i costi. E poi alla fine c'è il palco, qualcuno che parla, ma forse è un pò noioso, oggi ci interessa solo la festa

Che Dolor

4.5.07

Galeotto fu Ulisse...

Cripta Balby, Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e Terme di Diocleziano.

C'è sempre bisogno di una scintilla, di un casus belli per dare il via ad un incendio o ad una guerra, ma anche un'idea, un pensiero, un proposito, hanno bisogno di qualcosa che te li faccia scoccare. Senza dilungarmi troppo, un passaggio di una puntata di Ulisse di fine aprile relativa alla Roma sotterranea mi ha ispirato la doppia passeggiata culturale del ponte del primo maggio. La crypta Balbi è un museo unico nel suo genere, anni di scavi e ricerche hanno portato alla luce una serie di trasformazioni e riutilizzazioni dello stesso monumento che favorisce la conoscenza dei costumi sociali e delle attività economiche dell’oscuro periodo che segna il passaggio dall’antichità al Medioevo. La visita, ben guidata, prevede un percorso, che ci porta a rivivere le esperienze di Alberto Angela. Una di quelle cose che, anche se stai a Roma, non vedresti mai senza una piccola "spinta".
Il caso vuole che il biglietto di questo museo è collegato ad altri musei archeologici romani e così basta attraversare il centro di Roma, respirare un pò d'aria fresca, ristorarsi con un caffè per poi dirigersi verso Palazzo Altemps. Quest'ultimo è un esempio dell’equilibrio architettonico cinquecentesco, di grande impatto visivo, e già di suo vale il prezzo del biglietto, conserva anche molte preziose sculture di epoca romana. Con lo stesso biglietto, due giorni dopo, il primo maggio, si continua il percorso archeologico visitando le Terme di Diocleziano. Sì che c'ero passato mille volte, è di fronte alla stazione Termini a cui da il nome, ma mai mi ero inoltrato oltre la porta di ingresso. Ci troviamo di fronte ad un immenso sacrario di marmi, lapidi, statue, oggetti dell'antica Roma. Sarebbe stato bello visitare questo luogo durante gli anni delle scuole in cui si studia l'epopea di Giulio Cesare e compagni...E per completare l'opera, basta attraversare la strada e prendersi il solito caffè per visitare Palazzo Massimo alle Terme. Spossati da tanta cultura non si riesce a gustare al meglio capolavori marmorei e sculturei provenienti da tutto il mondo romano, però non si può assolutamente rimanere indifferenti di fronte alla straordinaria esposizione di affreschi e mosaici dell'ultimo piano, fra i quali gli affreschi del triclinio della Villa di Livia e quelli della villa detta della Farnesina. Un bel ponte dedicato alla Roma antica, nella moderna Roma.
Wil

28.3.07

Una domenica a regola d'arte

Carracci e Palazzo Farnese

Certe domeniche mi vien voglia di uscire, e passeggiare per Roma, senza avere in testa un'idea precisa ma solo delle sensazioni o delle vaghe pensate. Questa domenica di quasi primavera si va in centro, il solito giro, sempre bello, magari poi c'è una bella mostra... così vagando raggiungo Piazza Farnese. Qui non credo ai miei occhi quando vedo una sparuta coda di persone che attende di entrare nella tanto decantata ambasciata piu' bella d'Italia. Che fortuna, è una delle pochissime giornate in cui si entra e per giunta gratuitamente. Così ho l'occasione di ammirare per la prima volta questa magnifico palazzo rinascimentale. Subito si rimane stupiti dai particolari architettonici quali il bellissimo atrio di accesso del Sangallo o il cornicione di Michelangelo, ma Palazzo Farnese custodisce, come si addiceva alla residenza di una nobile famiglia di vaste ambizioni politiche, preziose opere decorative fra le quali spicca una serie di stucchi e pitture a tema mitologico realizzato su una superficie di circa 120 metri quadrati noto come "Galleria dei Carracci". E qui l'incanto è servito, Annibale Carracci ha realizzato una stanza con scene di grande sensualità, che celebrano senza alcun ritegno l’onnipotenza dell’amore. Non mancano di colpire lo sguardo del visitatore anche le altre nobilissime stanze. Il caso vuole che in questo periodo a Roma ci sia una bella mostra di Carracci e allora già che ci siamo completiamo l'opera andando a visitare il chiostro del Bramante, bellissimo di suo, che ospita per l'occasione alcune tra le piu' belle tele del maestro della pittura bolognese. L'autore del mitico "Mangiafagioli" si è presentato in questa occasione con il meglio della sua produzione, dagli autoritratti, agli impressionanti dipinti del laboratorio del 'vivo', come la stupenda "Bottega del macellaio", inoltre quadri sacri o altro di "gusto veneziano". Ma è inutile dilungarsi nella descrizione di qualcosa che va solamente visto e gustato. Bella giornata!
Saluti
W

20.5.06

Antonello da Messina

alle scuderie del Quirinale

Qualche motivo ci sarà pure perchè questa è, fra le mostre in Italia quella che vanta il maggior numero di visitatori dell'anno, e non credo sia dovuto esclusivamente alla importante diffusione pubblicitaria o al fatto che le scuderie papali sono già di per se un richiamo significativo.
Io penso invece che Antonello da Messina sia stato uno dei massimi pittori del rinascimento italiano, e che la mostra ne dia risalto sia per quantità di opere che per qualità di allestimento.E poi non è così difficile capire la sua arte, è evidente a qualsiasi persona dotata di un minimo di senso estetico, si rimane increduli davanti a tanta capacità tecnica, tanta minuzia nei particolari, come nei maggiori pittori fiamminghi e con volti e temi presi però dalle nostre italiche terre. Con l'audioguida ial collo in due ore abbondanti si può godere della visione e farsi una buonaa cultura su Antonello e il suo tempo, forse vi stancherete come noi, ma ne sarà valsa la pena.
Wil

20.3.06

Qualcosina di pesantuccio

La donna del mare di Ibsen

Ibsen mi mancava ed ora non mi manca piu'. Il teatro non è il mio forte e dunque mi viene spesso la voglia di recuperare assistendo a spettacoli di grosso calibro. Solo che bisogna fare i conti con la propria resistenza alla fatica. Per il primo atto ce l'ho fatta egregiamente e mi sono anche appassionato alla vicenda, ma il secondo atto l'ho subito tutto come un sogno che disturbava(allietava) il mio sonno. Troppo lungo, non finiva mai, roba del genere va vista di mattina. Però di sostanza ce n'è tanta : esseri umani stranieri gli uni agli altri bisognosi di poter toccare con mano la propria vita e fra tutti, Ellida, che, in un delirio visionario, attende un segnale dal passato da colui che è “straniero”. Spettacolo sulla distanza tra "il tempo interiore” e “il tempo esteriore”, tra l'intimità e la realtà che crea un attesa spasmodica di qualcosa che li ricongiunga. E alla fine la realtà prende il sopravvento....
Da vedere, ma fatevi un sonnellino prima, dura due ore e mezza!!! ;-)
Wil

13.1.06

Mostra consigliata

Pasolini al museo di Roma in Trastevere

Fino al 22 gennaio, spero sia prolungata, c'è una bella mostra dedicata a Pasolini e alla Roma che lo ha ospitato. Affascinanti fotografie in bianco e nero, filmati delle Teche Rai e testi autografi del poeta scomparso. Le immagini tratte dai set dei suoi film, dai suoi viaggi, dagli incontri con gli amici intellettuali Moravia, Maraini, Laura Betti, Ungaretti, Fabio Mauri e soprattutto foto proletarie, di borgate, di donne e uomini dei quartieri periferici di Roma degli anni '60 e '70.
Ci sono andato domenica scorsa e c'erano tantissime persone, ciò mi ha fatto molto piacere. Ve lo consiglio per il fine settimana: costa 6 euro e vi fate una pure bella passeggiate a Trastevere!
Wil

14.11.05

Quella tenera e crudele creatura che è l’essere umano


Delitto e Castigo al teatro Argentina


“L’uomo è un mistero difficile da risolvere. Io voglio cercare di comprendere questo mistero perché voglio essere un uomo”. Con questa citazione in sopratitolo, di Dostoevskij diciottenne, inizia il Delitto e castigo di Glauco Mauri e Roberto Sturno. Il romanzo è forse il più sconvolgente, sicuramente il piu' ben scritto, thriller della letteratura di sempre, definito dallo stesso autore “resoconto psicologico di un delitto”.
Una profonda riflessione sulla lotta eterna tra bene e male, sulla libertà di agire. Un delitto compiuto in nome di una costruzione ideale che divide l'umanità in uomini comuni, tenuti a rispettare le regole della convivenza civile, e in esseri non comuni che queste regole possono e devono scavalcare, come un ostacolo.
A Roberto Sturno è affidato il ruolo del killer-filosofo Raskolnikov, mentre Glauco Mauri tratteggia l'inquietante figura dello scaltro e misterioso giudice Porfiri. Due eccellenti interpreti per due ore di spettacolo impegnativo, ma che scorrono veloci scandite da piacevoli cambi di scena - Wil