16.6.08

La scoperta di Tuscolo


Domenica a Frascati

E' primavera, è tempo di gitarelle, piu' organizzate, meno organizzate, improvvisate. Questa è abbastanza improvvisata. Domenica mattina, proviamo a fare un salto a Frascati. Bella cittadina alle porte di Roma, capitale incontrastata dei Castelli Romani, da cui si gode un ottimo panorama della città eterna. La zona piu' animata ci sembra quella del grande parco, villa Torlonia, tante piante, una grande fontana, ci sono degli sposi che fanno le foto, dei bambini che giocano ed una gara di breakdance in corso. Quest'ultima desta la nostra attenzione. Un gruppo di giovani, vestiti alla moda street o hip hop americana, fa acrobazie in coppia, coordinandosi all'interno di coreografie autoprodotte. Questa versione italiana addolcita ci piace, ci sembra civile, carina, educativa, sembra avere poco a che fare con l'idea del Bronx nero e pericoloso. C'è una coppia, fratello e sorella, molto bravi, speriamo vincano, ma non lo sapremo mai perchè proseguiamo, sperando di vedere la famosa villa Aldobrandeschi, ma di domenica è chiusa. Vabbè, tanto oggi non ci andava, è una giornata così, spensierata. Giriamo un pò, visitiamo la bella piazza principale, un gelatino e poi riprendiamo la macchina e proseguiamo per la collina. Qualche anno fa avevo visto un segnale turistico indicante l'antica "Tusculum" ed ero interessato a raggiungerla. Così saliamo, saliamo e raggiungiamo una piazzola con parcheggio delle macchine e ci fermiamo, c'è scritto TUSCOLO. Iniziamo a camminare e arriviamo su un'altura, con qualche rudere poco interessante, ma si gode di una vista meravigliosa. Ti si apre un mondo. Verdi pascoli, aria buona, poca gente che gioca con gli aereomodellini, i fiori di campo, delle caprette, un bel sole, una panchina, un libro. Che vuoi di piu'. Tuscolo è una scoperta! Tra i resti dell'antica città sconfitta da Roma, si sta alla grande e quasi non ce ne vogliamo piu' andare.
Wil

9.6.08

Due Einaudi al Quirinale

Domenica dal presidente

Domenica mattina, mi porto dietro una mezza idea, visto che non è tanto tardi, di andare al Quirinale, so che c'è un concerto e si può visitare il palazzo. Penso, se c'è fila, e spesso ce n'è, si cambierà programma . Non ero mai riuscito ad entrare nei miei pochi tentativi precedenti. Questa è la domenica giusta. Non c'è nessuno in fila, che strano, entriamo tranquillamente, qualche guardia ci da semplicemente una squadrata e ci lascia passare. Il cortile di ingresso è un bel posto sì, ma ben piu' importante è il significato simbolico: quante macchine di presidenti del consiglio abbiamo visto entrare nei servizi dei telegiornali, senza che nessuno ci abbia mai mostrato cosa ci fosse oltre quella soglia. Comunque la nostra prima intenzione stamane è di vedere il concerto di Ludovico Einaudi, un grande pianista, mimalista alla Nyman, le cui composizioni sono molto utilizzate in pubblicità o nei documenti televisivi. Purtroppo i biglietti per l'ingresso alla cappella paolina, quelli sì, son finiti, ci dicono nella prima fastosa stanza, ma restano quelli di ingresso semplice al palazzo. Così iniziamo a visitare il doratissomo e decoratissimo piano nobile. Arazzi, specchi, affreschi, lampadari, scrigni, marmi : di gran lusso ogni stanza, il gusto si riferisce a varie epoche visto che la storia del palazzo parte dal '500, dal periodo pontificio a quello napoleonico fino a quello sabaudo. Notevole una scalinata che scorgo quasi per caso, visto che non possiamo salire sopra, al torrino, assomiglia a quella di palazzo Barberini e si tratta della cinquecentesca scala del Mascarino, fornita di bellissime colonne binate. Proseguendo incrociamo la mostra dedicata all'Einaudi, primo presidente eletto della Repubblica e nonno del pianista. Un video che illustra la vita di quest'uomo, già presidente della banca d'Italia, ci fa riflettere sul suo profilo politico, culturale ed umano che farebbe comodo ai nostri tempi, regno incontrastato di ciarlatani e buffoni. Altra epoca, altra gente, altre condizioni, ma nelle foto scorgo un Andreotti d'annata, unico elemento di continuità col passato. Proseguiamo ed arriviamo al salone bellissimo e famosissimo dei corazzieri, bestioni alti due metri che difendono la massima istituzione repubblicana. Da qui si accede alla cappella paolina, dove si tengono i concerti, piena come un uovo, dalla quale fuoriescono diverse persone in tacito ascolto delle note di Le onde del maestro Ludovico. Ci fermiamo anche noi e riuscendo ad ascoltare le ultime due esecuzioni piu' il bis. Niente male per una domenica mattina senza pretese

8.6.08

Allegri, anche troppo

Toh il Gay-Pride a Roma!

Di sabato pomeriggio, se non ti stendi sul divano con qualche gara ciclistica o non devi andare a fare qualche acquisto, puoi andare al centro per turismo e shopping. A Roma capita spesso di incontrare manifestazioni, specie se in primavera, ma non ci aspettavamo proprio, all'uscita della stazione Termini, la vista di alcuni coloratissimi e allegrissimi carri musicanti : è arrivato il Gay Pride!!
E la sorpresa è che la musica simpaticissima, i balli, i costumi, la spensieratezza introdotta dalla festosa compagnia è coinvolgente come non mai e così li seguiamo. Una fantastica Via Cavour chiusa al traffico, piena di gente, tra turisti curiosi e la gaia brigata, tra festoni, palloncini, fischietti, e colori colori colori non si può che essere allegri. Diversi carri, ballerini, drag queen, travestiti che mostrano le forme ipersiliconate, persone piu' moderate che mostrano lo striscione delle famiglie arcobaleno con i figli appresso, limousine da dove escono tipi e tipe eccentrici ed anche molti con cartelloni irriguardosi verso il ministro dagli occhi di fuori che non li ha sponsorizzati. Sarà che Roma è bella, sarà che è primavera, sarà che questi sono proprio forti, sarà che poi passi per i fori imperiali, piazza Venezia e arrivi a piazza Navona, è proprio una bella giornata. E poi riscoprire la vecchia Raffaella Carrà con "Ahi ahi che dolor" e notare che c'è tutto un balletto strepitoso dietro non fa che accrescere la rabbia per la nuova Raffaella Carrà, quella delle lacrime a tutti i costi. E poi alla fine c'è il palco, qualcuno che parla, ma forse è un pò noioso, oggi ci interessa solo la festa

Che Dolor

29.5.08

Le conseguenze del potere

Il divo di Paolo Sorrentino

Andreotti, un mistero. Quanto inchiostro, quanta pellicola, quanta memoria consumate per quest'essere, condiderato, da qualcuno, persino disumano, che è stato sempre, in qualche modo, in qualche ruolo, da qualche parte, al centro degli avvenimenti piu' importanti della sessantenne repubblica italiana. Tra questi una serie di casi inquietanti di cui non conosciamo ancora i mandanti. Dal sequestro e omicidio di Aldo Moro alle morti misteriose di Pecorelli, Calvi, Sindona, Ambrosoli , alle stragi di Stato. Tutto ciò non lascia indifferenti, ne abbiamo viste di inchieste televisive, approfondimenti, da Minoli a Lucarelli, per citare i migliori. Farci un film, chi poteva pensarci se non Sorrentino? Chi altro poteva raccontare le sue abitudini, le sue manie, le ambiguità del personaggio, la sua fine ironia, la sua diabolica pacatezza. Chi altro poteva disegnare così abilmente i protagonisti della corrente : dal lucidissimo ed istrionico Pomicino al fido Franco Evangelisti, al ciociaro Ciarra l'imprenditore amico, allo squalo, il disinvolto Sbardella? Sorrentino ci ha abituato a disegnare personaggi fortemente caratterizzati. E l'Andreotti di questo film è parente dell'amico di Famiglia ma anche del Titta di "Le conseguenze dell'amore". Affini sono le abitudini, le manie di questi personaggi. Qui però ci troviamo di fronte ad un personaggio reale, vissuto e vivente che il regista però dall'alto della sua grande capacità artistica scandisce e rielabora come fosse un personaggio letterario. Grottesco, surreale, gli aggettivi ricorrenti nei commenti della critica e questa è anche la cifra stilistica propria dell'autore che ottimamente si presta a descrivere quello che è un monolite inestricabile. Caso atipico di potente. Il potente di solito appare come un godereccio, uno che si gode la vita, il nostro no. Le scene madri mostrano un Andreotti intimo, che va a dormire presto, che passeggia di prima mattina per raggiungere l'ufficio in una via del Corso vuota contornato dalle sole guardie del corpo o vive le serate in compagnia della cara moglie davanti alla tv magari con Renato Zero che canta "I migliori anni della nostra vita". Vive tra continui mal di testa e turbato dagli incubi ricorrenti per le lettere scritte da Aldo Moro. Il suo potere forse è la sua capacità di resistere al potere mentre tutti gli altri sono già morti.
Che c'è di piu' importante in un film che saper analizzare l'intimo di un uomo specialmente quando quest'uomo raccoglie i segreti di una nazione? Dunque non possiamo che applaudire la decisione della giuria di Cannes di premiarlo.
Wil

19.5.08

Lasciate perdere Scorsese!

Gomorra di Matteo Garrone

L'inizio è incredibile, d'impatto, impressionante e quando arriva la musica di Raffaello con la sua "Bambola" sulla scritta Gomorra dei titoli, l'emozione è indescrivibile. Subito crudo, duro, con un bel massacro tra lo sfondo bluastro delle docce solari e l'immersione nel cuore film è già effettua. Per la riproposizione cinematografica, obbligata dopo il successo del libro di Saviano, si è puntato, per fortuna, su uno dei due piu' bravi registi italiani della nuova generazione. E Garrone non ha perso l'occasione di realizzare un capolavoro. Dopo il meraviglioso "Imbalsamatore" ci aspettavamo molto dal regista romano e molto abbiamo ottenuto. Non era facile, perchè da un libro del genere, si correva il rischio di farne una copia, di non aggiungere nulla al già detto. Invece le immagini mozzafiato, il bel ritmo, la melodrammatica musica neomelodica hanno dato una eccellente dotazione estetica al già importante contenuto di denuncia che viene importato integralmente dal "romanzo". Come dimenticare i due giovani e pasoliniani aspiranti camorristi che sparano coi kalashnikov e lanciafiamme sulla spiaggia vestiti solo di slip o la scena del sarto che insegna come confezionare un abito di alta moda in una fabbrica cinese illuminatissima nel cuore della notte campana o il grande supermarket dello spaccio di Scampia pullulante di vita e di morte o l'immagine della grande cava con i ragazzini che guidano i camion dei rifiuti tossici. E come non rimanere irretiti dalla colonna sonora fatta di canzoni come "Macchina 50 " di Rosario Miraggio o Esageratamente cantata da Anthony oppure la già citata "La nostra storia" di Raffaello per non parlare poi di "Ma si vene stasera" eccetera eccetera con lo sfondo del pezzo originale dei Massive Attack.Bravo Garrone, un pezzo di bravura che illumina la situazione dell'illegalità in Italia, regalando emozione, intensità, piacere estetico. Evviva Gomorra
La scena delle armi

12.5.08

Il castello di Tom Cruise

Visita a Bracciano ed al suo lago

Ci sono posti belli e vicini a Roma molto piu' gettonati di altri. In genere li evitiamo, ma quando sono proprio belli, si studia una strategia per non trovarvi troppa folla e si parte. Uno di questi posti è Bracciano. La strategia non sempre riesce in pieno, specialmente se stanno facendo dei lavori per strada e passi per la Cassia che è pure stretta stretta. Ma che ci vuoi fare, ti vedi un pò di villette e di ricchettini con la macchinona bloccati nel traffico. Dopo la Cassia, attraversi la bellissima, a maggio, Braccianense e dopo un pò si arriva a destinazione. Il paese è molto carino, piccolo, sormontato dal Castello che dall'alto controlla il lato ovest del lago. Si salgono le stradine e si incrociano le molte case del borgo ristrutturate dai Romani che qui si vengono a ristorare e si giunge alla piazza del Castello. Da qui partono delle belle visite guidate concesse dalla famiglia Odescalchi proprietaria della dimora. Da qualche tempo l'antica fortezza viene è prenotabile per banchetti e matrimoni ed il matrimonio di un famoso attore, ultimamente anche bravo, l'ha fatta conoscere in tutto il mondo. Il castello in effetti è bello, è intero, è perfetto, sembra quello delle favole e la guida ce lo mostra in tutto il suo splendore corredandolo di informazioni sul gossip delle abitatrici passate, Orsini ed Odescalchi. Affacci sul lago splendidi, sia dalle camere che dal terrazzo, arredamenti ed oggetti ben conservati, armi, armature ed infine una cucina antica perfettamente funzionante. Nell'occasione erano stati preparati i tavoli per il banchetto della serata per la gioia e la curiosità delle signore, ma anche dei signori, presenti. Terminata la visita siamo tornati nel borgo, e dopo aver visto un pò di famigliole che facevano pranzo all'aperto con vista lago, ci siamo diretti sulla riva. Qui ci vengono a fare il bagno, ma ai primi di maggio ci sono solo alcuni ragazzi adolescenti che giocano e amoreggiano divertendosi parecchio. Anche noi ci divertiamo, bagnando i piedi nell'acqua pulita, ma fredda, e soffermandoci un pò sulla spiaggetta, prima di decidere di ripartire. Il tempo ha contribuito alla buona riuscita della giornata. Wil

9.5.08

E bravo Mastrandrea !

Non pensarci di G.Zanasi

E ancora Mastrandrea, che esce in contemporanea con due film. Quest'attore, ormai affermato, riesce a dar linfa a qualsiasi film gli capiti e gliene stanno capitando di buoni. Penso che li scelga con attenzione evitando quelli troppo scemi. Questa serietà gli ha dato modo di essere nominato anche co-direttore del teatro del Quarticciolo insieme alla Cortellesi. Due romani di quelli in gamba!
Di solito il nostro intepreta il personaggio del trentenne-trentacinquenne in continua crisi con il suo ruolo nella società. Così in questa bella commedia familiare, "Non Pensarci in cui ha un ruolo centrale che regge con bravura. Famiglia benestante, industriali, tre figli, uno prosegue l'attività del padre, gli altri due cercano strade esterne sfuggendo all'oppressione di una vita già delineata. E così, al ritorno a casa del chitarrista rock in decadenza, tra crisi economica, le ciliege sciroppate non tirano piu', crisi familiari, crisi personali varie, si vive un'ora e mezza divertente, senza proclami, in stile minimal, toccando con leggerezza diversi spaccati dell'Italia attuale. Alcune parti magari sono un pò sconclusionate e mal si appiccicano al tutto, ma nel complesso si fa vedere e si può vedere.
Wil