Un trasloco è stata l'occasione per tagliare l'Italia dal centro al nord-est in macchina ed effettuare alcune escursioni. Per un pranzo veloce durante il viaggio di andata, si è scelto San Sepolcro e si è scoperto un paese bellissimo, degno di molto piu' tempo delle nostre due ore. E' stato di gran piacere e ristoro passeggiare per le animate (stavano preparando il festival della balestra) viuzze del borgo nelle ore piu' calde della giornata e fare uno spuntino davanti al duomo in piazza torre berta. Visto che eravamo lì siamo entrati al museo che ospita alcune grandi opere di Piero della Francesca, il piu' famoso cittadino del posto, su tutte la "Resurrezione" celeberrima. E gia che c'eravamo abbiamo attesmo che aprisse il duomo che valeva la pena, una serie di opere di alto valore, tra cui un Perugino e un volto santo, statua lignea di Gesu' Cristo dipinta, anteriore all'anno 1000 simile a quello di Lucca. Nella giornata successiva, tutta dedicata alla sosta, una semplice passeggiata a Padova per fare spesa ci fa scoprire una bellissima festa dell'agricoltura disseminata in ogni angolo della città attraverso succulenti prodotti della terra, dimostrazioni di vecchie occupazioni contadini e gruppi folkloristici da tutta Italia, anche da Giulianova, troppo forti : davvero un bel mattino. E la sera, ma sì visto c'è la mostra del cinema perchè non vedere la passerella finale al lido, una scusa qualsiasi per prendere il traghetto dal Tronchetto e godersi Venezia dal canal grande. Di personaggi famosi, poca roba, ci siamo accontetati di Pecoraro Scanio, Marina Ripa di Meana, il truccatore della Palma, che avrei visto meglio a Cannes (vediamo chi ride) e qualcun altro. Giornata successiva, giornata di rientro, un lungo viaggio, l'unica sosta è per un breve pranzo a Barberino del Mugello e cercando cercando scopriamo un bel lago artificiale, penso sia Bilancino. C'era un pò di gente intenta a prendere il sole ed intorno delle belle montagne, bel posto! E poi si riparte!! Wil
18.9.06
Trasloco con fermate
San Sepolcro-Padova-Lido di Venezia-Mugello

Un trasloco è stata l'occasione per tagliare l'Italia dal centro al nord-est in macchina ed effettuare alcune escursioni. Per un pranzo veloce durante il viaggio di andata, si è scelto San Sepolcro e si è scoperto un paese bellissimo, degno di molto piu' tempo delle nostre due ore. E' stato di gran piacere e ristoro passeggiare per le animate (stavano preparando il festival della balestra) viuzze del borgo nelle ore piu' calde della giornata e fare uno spuntino davanti al duomo in piazza torre berta. Visto che eravamo lì siamo entrati al museo che ospita alcune grandi opere di Piero della Francesca, il piu' famoso cittadino del posto, su tutte la "Resurrezione" celeberrima. E gia che c'eravamo abbiamo attesmo che aprisse il duomo che valeva la pena, una serie di opere di alto valore, tra cui un Perugino e un volto santo, statua lignea di Gesu' Cristo dipinta, anteriore all'anno 1000 simile a quello di Lucca. Nella giornata successiva, tutta dedicata alla sosta, una semplice passeggiata a Padova per fare spesa ci fa scoprire una bellissima festa dell'agricoltura disseminata in ogni angolo della città attraverso succulenti prodotti della terra, dimostrazioni di vecchie occupazioni contadini e gruppi folkloristici da tutta Italia, anche da Giulianova, troppo forti : davvero un bel mattino. E la sera, ma sì visto c'è la mostra del cinema perchè non vedere la passerella finale al lido, una scusa qualsiasi per prendere il traghetto dal Tronchetto e godersi Venezia dal canal grande. Di personaggi famosi, poca roba, ci siamo accontetati di Pecoraro Scanio, Marina Ripa di Meana, il truccatore della Palma, che avrei visto meglio a Cannes (vediamo chi ride) e qualcun altro. Giornata successiva, giornata di rientro, un lungo viaggio, l'unica sosta è per un breve pranzo a Barberino del Mugello e cercando cercando scopriamo un bel lago artificiale, penso sia Bilancino. C'era un pò di gente intenta a prendere il sole ed intorno delle belle montagne, bel posto! E poi si riparte!! Wil
Un trasloco è stata l'occasione per tagliare l'Italia dal centro al nord-est in macchina ed effettuare alcune escursioni. Per un pranzo veloce durante il viaggio di andata, si è scelto San Sepolcro e si è scoperto un paese bellissimo, degno di molto piu' tempo delle nostre due ore. E' stato di gran piacere e ristoro passeggiare per le animate (stavano preparando il festival della balestra) viuzze del borgo nelle ore piu' calde della giornata e fare uno spuntino davanti al duomo in piazza torre berta. Visto che eravamo lì siamo entrati al museo che ospita alcune grandi opere di Piero della Francesca, il piu' famoso cittadino del posto, su tutte la "Resurrezione" celeberrima. E gia che c'eravamo abbiamo attesmo che aprisse il duomo che valeva la pena, una serie di opere di alto valore, tra cui un Perugino e un volto santo, statua lignea di Gesu' Cristo dipinta, anteriore all'anno 1000 simile a quello di Lucca. Nella giornata successiva, tutta dedicata alla sosta, una semplice passeggiata a Padova per fare spesa ci fa scoprire una bellissima festa dell'agricoltura disseminata in ogni angolo della città attraverso succulenti prodotti della terra, dimostrazioni di vecchie occupazioni contadini e gruppi folkloristici da tutta Italia, anche da Giulianova, troppo forti : davvero un bel mattino. E la sera, ma sì visto c'è la mostra del cinema perchè non vedere la passerella finale al lido, una scusa qualsiasi per prendere il traghetto dal Tronchetto e godersi Venezia dal canal grande. Di personaggi famosi, poca roba, ci siamo accontetati di Pecoraro Scanio, Marina Ripa di Meana, il truccatore della Palma, che avrei visto meglio a Cannes (vediamo chi ride) e qualcun altro. Giornata successiva, giornata di rientro, un lungo viaggio, l'unica sosta è per un breve pranzo a Barberino del Mugello e cercando cercando scopriamo un bel lago artificiale, penso sia Bilancino. C'era un pò di gente intenta a prendere il sole ed intorno delle belle montagne, bel posto! E poi si riparte!! Wil
5.9.06
Anche i ricchi belli e buoni piangono
Pastorale americana di P.Roth

Piano piano anche io inizio a fare qualche incursione nella letteratura contemporanea, e questa volta in quella americana che è molto celebrata e presenta alcuni scrittori, così dicono, di alto livello : Roth, De Lillo, Lethem, Dos Passos, Bellow eccetera eccetera. E allora al mio passo di lettura, sempre troppo lento, sia benedetta la pigrizia, ho completato "Pastorale americana" di Philip Roth che mi era sembrato dalle cronache il piu' rappresentativo, l'opera di maggior pregio letterario e lo scrittore piu' bravo. A fine lettura non posso che confermare tutto quanto. Libro avvincente, duro, emozionante, straziante, sconvolgente, trascinante, edificante. L'abile introduzione dotata di una azzeccata architettura ti fa percorrerere, in terza persona le vicende del protagonista , solo dopo aver indossato i panni dello scrittore che, in prima persona, scavalcando dubbi e perplessità, ha la forte l'ambizione di scoprire cosa c'è dietro la magnificenza dello "Svedese". E il re si ritrova "nudo". Lo sportivo invincibile, il sogno di tutte le ragazze, e poi il produttore dei guanti migliori d'America, la persona sempre lucida e razionale e al tempo stesso generosa e disponibile crolla su se stessa come le torri gemelle. E con lui il sogno americano, la famiglia felice che lavora e produce; tutto è infranto dalla "bomba", dal pugno in faccia dato dalla generazione della guerra del Vietnam. L'ipocrisia e le menzogne nascoste nel grande idillio di perfezione del cittadino americano medio vengono svelate e messe a nudo. La storia è quella di Seymour Levov, di famiglia ebrea, bello, ricco e buono, con una bellissima moglie di famiglia cattolica, la cui vita viene sconvolta dalla figlia bruttina e balbuziente che cova la rivoluzione contro le sue origini fino a mettere una bomba ed uccidere un innocente medico in un ufficio postale, un pò come il bombarolo di De Andrè. Le riflessioni che ne possono scaturire sono moltissime e non ho voglia di affrontarle qui, però davvero si è scritto parecchio su questo romanzo cogliendone aspetti anche volte contrastanti. Una piccola riflessione mia invece è che Roth, come spesso accade, pur da laico è pregno della cultura, l'alta cultura ebraica ed il romanzo ne è ovviamente accresciuto. Tra l'altro ho ritrovato molti aspetti nel libro di Piperno, che avevo letto prima, anch'esso di cultura ebraica. Se si contano gli scrittori o artisti di alto livello e si segnano quelli di origine ebraica si scoprirà che ce ne sono davvero parecchi. Complimenti!! Wil
Piano piano anche io inizio a fare qualche incursione nella letteratura contemporanea, e questa volta in quella americana che è molto celebrata e presenta alcuni scrittori, così dicono, di alto livello : Roth, De Lillo, Lethem, Dos Passos, Bellow eccetera eccetera. E allora al mio passo di lettura, sempre troppo lento, sia benedetta la pigrizia, ho completato "Pastorale americana" di Philip Roth che mi era sembrato dalle cronache il piu' rappresentativo, l'opera di maggior pregio letterario e lo scrittore piu' bravo. A fine lettura non posso che confermare tutto quanto. Libro avvincente, duro, emozionante, straziante, sconvolgente, trascinante, edificante. L'abile introduzione dotata di una azzeccata architettura ti fa percorrerere, in terza persona le vicende del protagonista , solo dopo aver indossato i panni dello scrittore che, in prima persona, scavalcando dubbi e perplessità, ha la forte l'ambizione di scoprire cosa c'è dietro la magnificenza dello "Svedese". E il re si ritrova "nudo". Lo sportivo invincibile, il sogno di tutte le ragazze, e poi il produttore dei guanti migliori d'America, la persona sempre lucida e razionale e al tempo stesso generosa e disponibile crolla su se stessa come le torri gemelle. E con lui il sogno americano, la famiglia felice che lavora e produce; tutto è infranto dalla "bomba", dal pugno in faccia dato dalla generazione della guerra del Vietnam. L'ipocrisia e le menzogne nascoste nel grande idillio di perfezione del cittadino americano medio vengono svelate e messe a nudo. La storia è quella di Seymour Levov, di famiglia ebrea, bello, ricco e buono, con una bellissima moglie di famiglia cattolica, la cui vita viene sconvolta dalla figlia bruttina e balbuziente che cova la rivoluzione contro le sue origini fino a mettere una bomba ed uccidere un innocente medico in un ufficio postale, un pò come il bombarolo di De Andrè. Le riflessioni che ne possono scaturire sono moltissime e non ho voglia di affrontarle qui, però davvero si è scritto parecchio su questo romanzo cogliendone aspetti anche volte contrastanti. Una piccola riflessione mia invece è che Roth, come spesso accade, pur da laico è pregno della cultura, l'alta cultura ebraica ed il romanzo ne è ovviamente accresciuto. Tra l'altro ho ritrovato molti aspetti nel libro di Piperno, che avevo letto prima, anch'esso di cultura ebraica. Se si contano gli scrittori o artisti di alto livello e si segnano quelli di origine ebraica si scoprirà che ce ne sono davvero parecchi. Complimenti!! Wil
3.9.06
Proposte assurde ...ma non tanto
N 1 - Pensione uguale per tutti
E perchè no? In fondo la pensione statale, di vecchiaia o di anzianità che sia, è un contributo che viene dato per la sussistenza di chi ha lavorato già abbastanza o è ormai anziano per farlo. Quindi non deve dipendere da quello che si è fatto in età lavorativa, gli anziani sono tutti uguali e hanno tutti bisogno di aiuto pubblico alla stessa maniera. E allora i contributi che ognuno ha versato? Se ha versato parecchio vuol dire che guadagnava parecchio, se ha versato poco vuol dire che guadagnava poco e allora perchè continuare con lo squilibrio economico-sociale anche dopo? Il versamento diventerebbe solo una qualsiasi tassa. In questo modo si offrirebbe, calcolando una pensione ottimale, un aiuto importante allo stato contribuendo a ridurre il debito pubblico. Inoltre si favorirebbe la gran parte di anziani che vive con la pensione minima. Ancora un vantaggio : ci sarebbe bisogno un unico ente pensionistico e sarebbe molto piu' snello dell'Inps di adesso. Infine verrebbe annullato il cumulo delle pensioni. E chi vuole una rendita maggiore? Basta versare qualcosa, a parte, come già fanno in molti, nei fondi pensionistici privati. Mi sembra abbastanza semplice, ci sarebbe da fare un pò di calcoli, fissare l'età di partenza della pensione, ma insomma è un pò che ci penso non mi sembra un'idea completamente folle. Un pò sì :-)
Saluti e alla prossima.
Wil
E perchè no? In fondo la pensione statale, di vecchiaia o di anzianità che sia, è un contributo che viene dato per la sussistenza di chi ha lavorato già abbastanza o è ormai anziano per farlo. Quindi non deve dipendere da quello che si è fatto in età lavorativa, gli anziani sono tutti uguali e hanno tutti bisogno di aiuto pubblico alla stessa maniera. E allora i contributi che ognuno ha versato? Se ha versato parecchio vuol dire che guadagnava parecchio, se ha versato poco vuol dire che guadagnava poco e allora perchè continuare con lo squilibrio economico-sociale anche dopo? Il versamento diventerebbe solo una qualsiasi tassa. In questo modo si offrirebbe, calcolando una pensione ottimale, un aiuto importante allo stato contribuendo a ridurre il debito pubblico. Inoltre si favorirebbe la gran parte di anziani che vive con la pensione minima. Ancora un vantaggio : ci sarebbe bisogno un unico ente pensionistico e sarebbe molto piu' snello dell'Inps di adesso. Infine verrebbe annullato il cumulo delle pensioni. E chi vuole una rendita maggiore? Basta versare qualcosa, a parte, come già fanno in molti, nei fondi pensionistici privati. Mi sembra abbastanza semplice, ci sarebbe da fare un pò di calcoli, fissare l'età di partenza della pensione, ma insomma è un pò che ci penso non mi sembra un'idea completamente folle. Un pò sì :-)
Saluti e alla prossima.
Wil
23.8.06
Ferragosto veneto

Dai Colli Euganei al Lago di Garda passando per Chioggia
Questo è il racconto di due belle giornate, di sole ma non troppo, a cavallo di ferragosto, nel bel Veneto. La necessità in questo periodo, in cui tutti stanno in ferie è di azzeccare posti ed orari che permettano di godere al massimo della tranquillità e della bellezza paesaggistica. Quindi località meno battute (si suppone) ed orari alternativi alla massa. Avendo come base Padova, nella prima giornata si è scelto di visitare i tanto decantati, per chi ricorda "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", colli Euganei che qui chiamano semplicemente "i colli". Sinceramente non ne avevo un'idea precisa, immaginandoli come piccole montagne con paesino in cima, frutto completo dalla mia fantasia. I colli invece sono dei soffici batuffoli di verde, delle gobbe vegetate di origine vulcanica sparsi qui e lì tra Abano e Monselice. Tra l'altro quasi nessuno è abitato o ha strade asfaltate, sono caratteristici anche per il fatto che sbucano su una piana sterminata che non vede monti all'orizzonte. Con una bella giornata d'agosto, non troppo calda, spezzata solo da un piacevole canto delle cicale si gode di una pace assoluta da queste parti. Un consiglio che vi do è la visita guidata all'abbazia di Praglia, molto bella, un monaco benedettino vi racconterà la storia e la giornata tipica degli abitanti di questo luogo sacro. Qui potrete acquistare tisane, creme, libri o altri prodotti delle attività dei seguaci di San Benedetto e del suo motto : "Ora et labora". Proseguendo tra i colli e ville mozzafiato si giunge ad un piccolo borgo, molto erto, Arquà Petrarca, paesino carino, semplice, bella chiesa, dove è morto il grande poeta medievale. Se avete gambe buone è consiglita l'ascesa alla casa di Petrarca. E per finire, in serata, perchè non andare nella piccola Venezia ossia Chioggia : deliziosa cittadina, circondata dai canali, ma al contrario della repubblica marinara qui si può girare in macchina, anche se, trovare un parcheggio o un posto al ristorante è difficile, ma ne vale la pena. Si mangia del buon pesce, a prezzi accettabili.
E per la seconda giornata di turismo che è poi ferragosto, la scampagnata ci porta sul Lago di Garda a scoprire alcune località del versante Veronese. Attraversati i vigneti di Bardolino e Valpolicella, ci fermiamo presso punta San Vigilio prendendo, come quasi tutti, visto che non c'è posto se non sulla carreggiata, tranne i raccomandati e i mattinieri che hanno parcheggiato gratuitamente nel poco spazio riservato, una bella multa per divieto di sosta. In compenso facciamo il nostro spuntino delle due presso uno degli angoli piu' suggestivi del lago, anche se quasi tutto è riservato agli ospiti della bellissima villa Albertini, dimora signorile che funge da albergo di lusso. Barche motoscafi e yacht non mancano. Vicino c'è anche quello che si può chiamare "un lido su un lago", ci si stende sull'erba, e si paga pure... bah... Ripartiamo scendendo al paese, qui paghiamo il parcheggio, Garda, molto carino con negozi, bancarelle gelaterie e .. inizia a fare caldo. Ripartiamo per Bardolino, si paga di nuovo il parcheggio, bello e turistico con, al solito, negozi bancarelle, piazze e vista sul lago, ma non manca una chiesetta romanica, San Severo con affreschi molto antichi. Si riparte per l'ultimo paesino, a breve distanza ma attenti al traffico, Lazise, il piu' bello dei tre, ottimo per l'aperitivo e la cena e la passeggiata. Da vedere la chiesetta di San Nicolo' che sta su un bellissimo porticciolo e le antiche mura del castello. A seguire cenetta deliziosa a base di pesce di lago. Da queste parti ci sono molti turisti tedeschi anche troppi, tanto che tutte le attenzioni degli operatori sono per loro, a partire dalle insegne commerciali. C'è da sentirsi un pò defraudati!!! Saluti
Wil
9.8.06
Minchia Palemmo!!
Fine luglio a Palermo e dintorni


Qui sì, qui sì che dovevo venire, già da un pò lo mettevo nei miei programmi, però ora che l'ho vista non credo di tornarci, Palermo ti stanca! Palermo, se non ci sei abituato non ti ci abitui : al traffico, ai rumori delle macchine, alle voci urlanti e cantilenanti giorno e notte, alle strade un pò sporchine, bisogna dirlo, alle case sfasciate dalla seconda guerra mondiale (tra l'altro abitate o usate da magazzino nonostante le evidenti inagibilità) e mai ricostruite alla cucina di strada così poco igienica e grassa e fritta ( ..e buonissima). Ma queste sono le cose che la rendono unica e la fanno apprezzare ai turisti stranieri o ai turisti etnici come me.
C'è poi la storia, quanta storia è passata per di qui : Palermo è città araba, città normanna, la città di Federico II, la città dei baroni Spagnoli e così via.. bisognava, a tutti i costi, visitarne i tanti monumenti. Cito quelli che sono riuscito a vedere in carrellata ed in ordine sparso, : la Cattedrale con le sue torri gugliate, le sue bifore, i suoi archi intrecciati e ogivali, sembra un meraviglioso castello di sabbia, Palazzo Reale o dei Normanni costituisce da sempre la sede del potere palermitano e siciliano, sede degli Emiri, Re e Vicerè oggi sede dell'Assemblea Regionale Siciliana, al suo interno la meravigliosa Cappella Palatina del 1130, ricoperta da splendidi mosaici bizantini; a seguire la Chiesa e il Chiostro di S.Giovanni degli Eremiti, tra l'altro c'è un bagno pulito all'ingresso, il che è un ottimo consiglio, con le sue cupole rosse tipiche dell’arte araba-fatimita, il gran castello della Zisa bello e arabissimo famoso per le eleganti musqarrat paraventi lignei a grata, la chiesa della Magione di origine normanna, la Cuba palazzo arabo, il liberty e imponente Teatro Massimo,la Chiesa della Martorana “Il monumento più bello del mondo” secondo il viaggiatore arabo Ibn Giubair, tutta decorata a mosaico e di fianco la Chiesa di San Cataldo costruita dai normanni, con le tre cupolette rosse di ispirazione araba, il Duomo di Monreale capolavoro architettonico dell'età normanna massima sintesi della cultura islamica, bizantina e romanica, una delle più alte creazioni del Medioevo italiano con il Chiostro dell'antico convento dei Benedettini, gli archi ogivali del portico sono sostenuti da colonne di svariata ornamentazione; e poi il barocco dei quattro Canti,San Domenico, la Chiesa di Casa Professa o del Gesù, la grandiosa facciata della chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, in corso il restauro e poi ancora il bel Palazzo Abatellis che ospita la galleria regionale, c'è il famoso e fantasmagorico "trionfo della morte" e molti altri quadri di valore e poi l'elegante Palazzo Sclafani , la grandissima Fontana Pretoria, la Chiesa di Sant'Agostino con all'interno i tipici stucchi del Serpotta, la Chiesa di Santa Maria della Catena, la Chiesa di San Francesco D'Assisi che si affaccia su una suggestiva piazzetta e poi Santa Caterina con una interessante quanto discutibile ornamentazione marmorea policroma sei-settecentesca, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo ormai senza tetto, ma utilizzata per spettacoli serali, anche per milonghe tanghere e poi la cripta dei cappuccini con il suo tetro gusto macabro. Certo con il caldo e con pochi giorni a disposizione non è facile andare alla ricerca di tutti questi ricordini palermitani senza stancarsi o rendere pesante una giornata di vacanza, ma gli intermezzi di svago non sono mancati. A partire dai mercati, quelli famosi e ormai segnalati in tutte le guide, Ballarò e la Vucciria, robbe allucinanti, posti di una ricchezza e di un'intensità incredibili, fuori del tempo e anacronistici testimoniano una tradizione che è piu' forte di ogni centro commerciale. Qui si possono acquistare prodotti genuini e locali soprattutto, si paga poco ma se venisse una qualsiasi Asl a fare dei controlli dovrebbe far chiudere tutti i chioschi, basta non pensarci ;-) come si può fare a meno di assaggiare l'ottimo pane e panelle!! ...ma sono stato indotto, ragionevolmente, a non assaggiare quello che credo si chiami "pane ca meuza" : panino con interiora non meglio identificate, cotte alla griglia. In generale la cucina da strada è una caratteristica peculiare della città, si mangia anche pesce a volonta senza spendere troppo, all'aperto, in posti che non sono proprio ristoranti, con cuochi che all'apparenza farebbe pensare alla fuga, senza avere lo scontrino o la fattura, ma tutto è tollerato in nome della "tradizione" e dal fatto che pare nessuno si lamenti, ci si lecca i baffi, a parte ovviamente i commercianti ufficiali che pagano le tasse. Un'altra considerazione che mi è balenata è che Ciprì e Maresco non sono poi così geniali, non devono lavorare molto con i loro attori stralunati visto che alcuni palermitani sono proprio così come nei loro film, facce da cartolina, con espressioni bizzarre, grottesche epiche. La Kalsa ne offre un campionario interminabile, bellissimo posto dove alloggiare, c'è anche il bel lungomare di fronte. A proposito di mare e per terminare in bellezza : Mondello è carina, bell'acqua anche a Trapani, ma Cefalu' è fantastica!
Miiiii basta che non finisco piu'.
Wil


Qui sì, qui sì che dovevo venire, già da un pò lo mettevo nei miei programmi, però ora che l'ho vista non credo di tornarci, Palermo ti stanca! Palermo, se non ci sei abituato non ti ci abitui : al traffico, ai rumori delle macchine, alle voci urlanti e cantilenanti giorno e notte, alle strade un pò sporchine, bisogna dirlo, alle case sfasciate dalla seconda guerra mondiale (tra l'altro abitate o usate da magazzino nonostante le evidenti inagibilità) e mai ricostruite alla cucina di strada così poco igienica e grassa e fritta ( ..e buonissima). Ma queste sono le cose che la rendono unica e la fanno apprezzare ai turisti stranieri o ai turisti etnici come me.
C'è poi la storia, quanta storia è passata per di qui : Palermo è città araba, città normanna, la città di Federico II, la città dei baroni Spagnoli e così via.. bisognava, a tutti i costi, visitarne i tanti monumenti. Cito quelli che sono riuscito a vedere in carrellata ed in ordine sparso, : la Cattedrale con le sue torri gugliate, le sue bifore, i suoi archi intrecciati e ogivali, sembra un meraviglioso castello di sabbia, Palazzo Reale o dei Normanni costituisce da sempre la sede del potere palermitano e siciliano, sede degli Emiri, Re e Vicerè oggi sede dell'Assemblea Regionale Siciliana, al suo interno la meravigliosa Cappella Palatina del 1130, ricoperta da splendidi mosaici bizantini; a seguire la Chiesa e il Chiostro di S.Giovanni degli Eremiti, tra l'altro c'è un bagno pulito all'ingresso, il che è un ottimo consiglio, con le sue cupole rosse tipiche dell’arte araba-fatimita, il gran castello della Zisa bello e arabissimo famoso per le eleganti musqarrat paraventi lignei a grata, la chiesa della Magione di origine normanna, la Cuba palazzo arabo, il liberty e imponente Teatro Massimo,la Chiesa della Martorana “Il monumento più bello del mondo” secondo il viaggiatore arabo Ibn Giubair, tutta decorata a mosaico e di fianco la Chiesa di San Cataldo costruita dai normanni, con le tre cupolette rosse di ispirazione araba, il Duomo di Monreale capolavoro architettonico dell'età normanna massima sintesi della cultura islamica, bizantina e romanica, una delle più alte creazioni del Medioevo italiano con il Chiostro dell'antico convento dei Benedettini, gli archi ogivali del portico sono sostenuti da colonne di svariata ornamentazione; e poi il barocco dei quattro Canti,San Domenico, la Chiesa di Casa Professa o del Gesù, la grandiosa facciata della chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, in corso il restauro e poi ancora il bel Palazzo Abatellis che ospita la galleria regionale, c'è il famoso e fantasmagorico "trionfo della morte" e molti altri quadri di valore e poi l'elegante Palazzo Sclafani , la grandissima Fontana Pretoria, la Chiesa di Sant'Agostino con all'interno i tipici stucchi del Serpotta, la Chiesa di Santa Maria della Catena, la Chiesa di San Francesco D'Assisi che si affaccia su una suggestiva piazzetta e poi Santa Caterina con una interessante quanto discutibile ornamentazione marmorea policroma sei-settecentesca, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo ormai senza tetto, ma utilizzata per spettacoli serali, anche per milonghe tanghere e poi la cripta dei cappuccini con il suo tetro gusto macabro. Certo con il caldo e con pochi giorni a disposizione non è facile andare alla ricerca di tutti questi ricordini palermitani senza stancarsi o rendere pesante una giornata di vacanza, ma gli intermezzi di svago non sono mancati. A partire dai mercati, quelli famosi e ormai segnalati in tutte le guide, Ballarò e la Vucciria, robbe allucinanti, posti di una ricchezza e di un'intensità incredibili, fuori del tempo e anacronistici testimoniano una tradizione che è piu' forte di ogni centro commerciale. Qui si possono acquistare prodotti genuini e locali soprattutto, si paga poco ma se venisse una qualsiasi Asl a fare dei controlli dovrebbe far chiudere tutti i chioschi, basta non pensarci ;-) come si può fare a meno di assaggiare l'ottimo pane e panelle!! ...ma sono stato indotto, ragionevolmente, a non assaggiare quello che credo si chiami "pane ca meuza" : panino con interiora non meglio identificate, cotte alla griglia. In generale la cucina da strada è una caratteristica peculiare della città, si mangia anche pesce a volonta senza spendere troppo, all'aperto, in posti che non sono proprio ristoranti, con cuochi che all'apparenza farebbe pensare alla fuga, senza avere lo scontrino o la fattura, ma tutto è tollerato in nome della "tradizione" e dal fatto che pare nessuno si lamenti, ci si lecca i baffi, a parte ovviamente i commercianti ufficiali che pagano le tasse. Un'altra considerazione che mi è balenata è che Ciprì e Maresco non sono poi così geniali, non devono lavorare molto con i loro attori stralunati visto che alcuni palermitani sono proprio così come nei loro film, facce da cartolina, con espressioni bizzarre, grottesche epiche. La Kalsa ne offre un campionario interminabile, bellissimo posto dove alloggiare, c'è anche il bel lungomare di fronte. A proposito di mare e per terminare in bellezza : Mondello è carina, bell'acqua anche a Trapani, ma Cefalu' è fantastica!
Miiiii basta che non finisco piu'.
Wil
30.7.06
Due libri opposti
Capossela e Sciascia

Durante la prima parte dell'estate ho avuto tra le mani due libri : "Non si muore tutte le mattine" prima prova di Vinicio Capossela e "Una storia semplice" libercolo da un'ora e mezza di Leonardo Sciascia. Il primo pesante e tutt'altro che scorrevole, il secondo spedito ed accattivante. Ho scoperto che leggere il libro di Capossela come fosse un romanzo qualsiasi è un approccio sbagliato, tra l'altro è un libro di racconti qualcuno legato a qualche altro, comunque autosufficienti. Bisognerebbe seguire i consigli dell'autore e leggere qua e la, strappare un'impressione da una pagina, da una storia alla volta rimanendo colpiti da questi personaggi stralunati e fuori dal mondo, poetici ed irreali, dai loro viaggi "no Alpitour", un pò balcanici, un pò turchi, viaggi nel "barrio", o nella storia con Napoleone. A volte mi sono bloccato ed ho pensato seriamente di non portarlo a termine, anche perchè il linguaggio essendo molto sperimentale, ma Carlo Emilio Gadda è lontano anni-luce, di difficile comprensione, non lo definirei certo un libro "estivo". Magari approfondendolo... chissà, ma per il momento resta "un pò deludente", con qualche traccia di "piacere di leggere" sparsa qua e la tra le pagine. Mentre Sciascia, lui sì che è uno scrittore con la S maiuscola, è di una lucidità magistrale nelle sue analisi sociologiche, nei suoi noir-polizieschi "siculi" dove la sicilianità, e per estensione l'italianità, è dappertutto crudamente, amaramente e ti appassiona e ti illumina. "Una storia semplice" si legge in un batter d'occhio e lo consiglierei a chiunque. Grande Sciascia!!
Wil
Durante la prima parte dell'estate ho avuto tra le mani due libri : "Non si muore tutte le mattine" prima prova di Vinicio Capossela e "Una storia semplice" libercolo da un'ora e mezza di Leonardo Sciascia. Il primo pesante e tutt'altro che scorrevole, il secondo spedito ed accattivante. Ho scoperto che leggere il libro di Capossela come fosse un romanzo qualsiasi è un approccio sbagliato, tra l'altro è un libro di racconti qualcuno legato a qualche altro, comunque autosufficienti. Bisognerebbe seguire i consigli dell'autore e leggere qua e la, strappare un'impressione da una pagina, da una storia alla volta rimanendo colpiti da questi personaggi stralunati e fuori dal mondo, poetici ed irreali, dai loro viaggi "no Alpitour", un pò balcanici, un pò turchi, viaggi nel "barrio", o nella storia con Napoleone. A volte mi sono bloccato ed ho pensato seriamente di non portarlo a termine, anche perchè il linguaggio essendo molto sperimentale, ma Carlo Emilio Gadda è lontano anni-luce, di difficile comprensione, non lo definirei certo un libro "estivo". Magari approfondendolo... chissà, ma per il momento resta "un pò deludente", con qualche traccia di "piacere di leggere" sparsa qua e la tra le pagine. Mentre Sciascia, lui sì che è uno scrittore con la S maiuscola, è di una lucidità magistrale nelle sue analisi sociologiche, nei suoi noir-polizieschi "siculi" dove la sicilianità, e per estensione l'italianità, è dappertutto crudamente, amaramente e ti appassiona e ti illumina. "Una storia semplice" si legge in un batter d'occhio e lo consiglierei a chiunque. Grande Sciascia!!
Wil
16.7.06
Domenica scaligera
Verona in un giorno

Oggi si va nella città scaligera. Domenica di luglio, caldo, non caldissimo, partendo da Padova in un'ora di treno siamo ai piedi dell'Arena. Non è la prima volta: c'ero stato in gita scolastica in terza liceo, e mi ricordo che non riuscimmo ad entrare nella basilica di San Zeno credendola chiusa, questa volta che ci tenevo un pò di piu' lo stesso: siamo arrivati dopo l'orario di chiusura. San Zeno è solo l'ultima tappa di una giornata di gran passeggio per l'intera città.
Verona ha un'anima romana, che si esprime nel suo monumento piu' celebre,l'Arena, che d'estate diventa un tempio della lirica, e, tra un'opera e l'altra, si susseguono i cambi delle maestose scenografie per il piacere dei turisti, ed è stato questa la prima fermata. Un altro itinerario che non abbiamo mancato di percorrere è quello "romeoegiuliettese" noto in tutto il mondo che ha per tappe la tomba di Giulietta( che ridere!! c'era una bimba che diceva ai suoi genitori "Ma noi abbiamo fatto tutti questi chilometri per vedere questo? :)" e la casa di Giulietta : di Romeo non se ne frega nessuno, boh!! posti ben organizzati, forse un pò troppo turistici, ma vale la pena vederli. Da non trascurare uno sguardo all'Adige, che in certi punti è molto panoramico, e poi è il secondo fiume d'Italia!! A seguire le chiese storiche: San Fermo stupenda col suo soffitto tutto decorato e la cripta, Sant'Anastasia col famoso affresco del Pisanello, dunque il Duomo, peccato per San Lorenzo e San Zeno che abbiamo visto solo all'esterno. Ma perchè non fermarsi in qualche negozio per vedere le ultime novità della moda e poi sì, strano ma vero, ho mangiato qui la migliore granita dell'estate, alla menta buonissima!!!Non ci siamo persi infine piazza delle Erbe, le Arche Scaligere, il ponte romano, il castelvecchio eccetera eccetera, tanto che le nostre scarpe hanno dato segni di cedimento ed i nostri piedi hanno fatto richiesta di un bagno caldo con gli oli essenziali. Se avete due giorni è meglio, ma bella proprio bella Verona!!!

Oggi si va nella città scaligera. Domenica di luglio, caldo, non caldissimo, partendo da Padova in un'ora di treno siamo ai piedi dell'Arena. Non è la prima volta: c'ero stato in gita scolastica in terza liceo, e mi ricordo che non riuscimmo ad entrare nella basilica di San Zeno credendola chiusa, questa volta che ci tenevo un pò di piu' lo stesso: siamo arrivati dopo l'orario di chiusura. San Zeno è solo l'ultima tappa di una giornata di gran passeggio per l'intera città.
Verona ha un'anima romana, che si esprime nel suo monumento piu' celebre,l'Arena, che d'estate diventa un tempio della lirica, e, tra un'opera e l'altra, si susseguono i cambi delle maestose scenografie per il piacere dei turisti, ed è stato questa la prima fermata. Un altro itinerario che non abbiamo mancato di percorrere è quello "romeoegiuliettese" noto in tutto il mondo che ha per tappe la tomba di Giulietta( che ridere!! c'era una bimba che diceva ai suoi genitori "Ma noi abbiamo fatto tutti questi chilometri per vedere questo? :)" e la casa di Giulietta : di Romeo non se ne frega nessuno, boh!! posti ben organizzati, forse un pò troppo turistici, ma vale la pena vederli. Da non trascurare uno sguardo all'Adige, che in certi punti è molto panoramico, e poi è il secondo fiume d'Italia!! A seguire le chiese storiche: San Fermo stupenda col suo soffitto tutto decorato e la cripta, Sant'Anastasia col famoso affresco del Pisanello, dunque il Duomo, peccato per San Lorenzo e San Zeno che abbiamo visto solo all'esterno. Ma perchè non fermarsi in qualche negozio per vedere le ultime novità della moda e poi sì, strano ma vero, ho mangiato qui la migliore granita dell'estate, alla menta buonissima!!!Non ci siamo persi infine piazza delle Erbe, le Arche Scaligere, il ponte romano, il castelvecchio eccetera eccetera, tanto che le nostre scarpe hanno dato segni di cedimento ed i nostri piedi hanno fatto richiesta di un bagno caldo con gli oli essenziali. Se avete due giorni è meglio, ma bella proprio bella Verona!!!
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