9.8.06

Minchia Palemmo!!

Fine luglio a Palermo e dintorni


Qui sì, qui sì che dovevo venire, già da un pò lo mettevo nei miei programmi, però ora che l'ho vista non credo di tornarci, Palermo ti stanca! Palermo, se non ci sei abituato non ti ci abitui : al traffico, ai rumori delle macchine, alle voci urlanti e cantilenanti giorno e notte, alle strade un pò sporchine, bisogna dirlo, alle case sfasciate dalla seconda guerra mondiale (tra l'altro abitate o usate da magazzino nonostante le evidenti inagibilità) e mai ricostruite alla cucina di strada così poco igienica e grassa e fritta ( ..e buonissima). Ma queste sono le cose che la rendono unica e la fanno apprezzare ai turisti stranieri o ai turisti etnici come me.
C'è poi la storia, quanta storia è passata per di qui : Palermo è città araba, città normanna, la città di Federico II, la città dei baroni Spagnoli e così via.. bisognava, a tutti i costi, visitarne i tanti monumenti. Cito quelli che sono riuscito a vedere in carrellata ed in ordine sparso, : la Cattedrale con le sue torri gugliate, le sue bifore, i suoi archi intrecciati e ogivali, sembra un meraviglioso castello di sabbia, Palazzo Reale o dei Normanni costituisce da sempre la sede del potere palermitano e siciliano, sede degli Emiri, Re e Vicerè oggi sede dell'Assemblea Regionale Siciliana, al suo interno la meravigliosa Cappella Palatina del 1130, ricoperta da splendidi mosaici bizantini; a seguire la Chiesa e il Chiostro di S.Giovanni degli Eremiti, tra l'altro c'è un bagno pulito all'ingresso, il che è un ottimo consiglio, con le sue cupole rosse tipiche dell’arte araba-fatimita, il gran castello della Zisa bello e arabissimo famoso per le eleganti musqarrat paraventi lignei a grata, la chiesa della Magione di origine normanna, la Cuba palazzo arabo, il liberty e imponente Teatro Massimo,la Chiesa della Martorana “Il monumento più bello del mondo” secondo il viaggiatore arabo Ibn Giubair, tutta decorata a mosaico e di fianco la Chiesa di San Cataldo costruita dai normanni, con le tre cupolette rosse di ispirazione araba, il Duomo di Monreale capolavoro architettonico dell'età normanna massima sintesi della cultura islamica, bizantina e romanica, una delle più alte creazioni del Medioevo italiano con il Chiostro dell'antico convento dei Benedettini, gli archi ogivali del portico sono sostenuti da colonne di svariata ornamentazione; e poi il barocco dei quattro Canti,San Domenico, la Chiesa di Casa Professa o del Gesù, la grandiosa facciata della chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, in corso il restauro e poi ancora il bel Palazzo Abatellis che ospita la galleria regionale, c'è il famoso e fantasmagorico "trionfo della morte" e molti altri quadri di valore e poi l'elegante Palazzo Sclafani , la grandissima Fontana Pretoria, la Chiesa di Sant'Agostino con all'interno i tipici stucchi del Serpotta, la Chiesa di Santa Maria della Catena, la Chiesa di San Francesco D'Assisi che si affaccia su una suggestiva piazzetta e poi Santa Caterina con una interessante quanto discutibile ornamentazione marmorea policroma sei-settecentesca, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo ormai senza tetto, ma utilizzata per spettacoli serali, anche per milonghe tanghere e poi la cripta dei cappuccini con il suo tetro gusto macabro. Certo con il caldo e con pochi giorni a disposizione non è facile andare alla ricerca di tutti questi ricordini palermitani senza stancarsi o rendere pesante una giornata di vacanza, ma gli intermezzi di svago non sono mancati. A partire dai mercati, quelli famosi e ormai segnalati in tutte le guide, Ballarò e la Vucciria, robbe allucinanti, posti di una ricchezza e di un'intensità incredibili, fuori del tempo e anacronistici testimoniano una tradizione che è piu' forte di ogni centro commerciale. Qui si possono acquistare prodotti genuini e locali soprattutto, si paga poco ma se venisse una qualsiasi Asl a fare dei controlli dovrebbe far chiudere tutti i chioschi, basta non pensarci ;-) come si può fare a meno di assaggiare l'ottimo pane e panelle!! ...ma sono stato indotto, ragionevolmente, a non assaggiare quello che credo si chiami "pane ca meuza" : panino con interiora non meglio identificate, cotte alla griglia. In generale la cucina da strada è una caratteristica peculiare della città, si mangia anche pesce a volonta senza spendere troppo, all'aperto, in posti che non sono proprio ristoranti, con cuochi che all'apparenza farebbe pensare alla fuga, senza avere lo scontrino o la fattura, ma tutto è tollerato in nome della "tradizione" e dal fatto che pare nessuno si lamenti, ci si lecca i baffi, a parte ovviamente i commercianti ufficiali che pagano le tasse. Un'altra considerazione che mi è balenata è che Ciprì e Maresco non sono poi così geniali, non devono lavorare molto con i loro attori stralunati visto che alcuni palermitani sono proprio così come nei loro film, facce da cartolina, con espressioni bizzarre, grottesche epiche. La Kalsa ne offre un campionario interminabile, bellissimo posto dove alloggiare, c'è anche il bel lungomare di fronte. A proposito di mare e per terminare in bellezza : Mondello è carina, bell'acqua anche a Trapani, ma Cefalu' è fantastica!
Miiiii basta che non finisco piu'.
Wil

30.7.06

Due libri opposti

Capossela e Sciascia

Durante la prima parte dell'estate ho avuto tra le mani due libri : "Non si muore tutte le mattine" prima prova di Vinicio Capossela e "Una storia semplice" libercolo da un'ora e mezza di Leonardo Sciascia. Il primo pesante e tutt'altro che scorrevole, il secondo spedito ed accattivante. Ho scoperto che leggere il libro di Capossela come fosse un romanzo qualsiasi è un approccio sbagliato, tra l'altro è un libro di racconti qualcuno legato a qualche altro, comunque autosufficienti. Bisognerebbe seguire i consigli dell'autore e leggere qua e la, strappare un'impressione da una pagina, da una storia alla volta rimanendo colpiti da questi personaggi stralunati e fuori dal mondo, poetici ed irreali, dai loro viaggi "no Alpitour", un pò balcanici, un pò turchi, viaggi nel "barrio", o nella storia con Napoleone. A volte mi sono bloccato ed ho pensato seriamente di non portarlo a termine, anche perchè il linguaggio essendo molto sperimentale, ma Carlo Emilio Gadda è lontano anni-luce, di difficile comprensione, non lo definirei certo un libro "estivo". Magari approfondendolo... chissà, ma per il momento resta "un pò deludente", con qualche traccia di "piacere di leggere" sparsa qua e la tra le pagine. Mentre Sciascia, lui sì che è uno scrittore con la S maiuscola, è di una lucidità magistrale nelle sue analisi sociologiche, nei suoi noir-polizieschi "siculi" dove la sicilianità, e per estensione l'italianità, è dappertutto crudamente, amaramente e ti appassiona e ti illumina. "Una storia semplice" si legge in un batter d'occhio e lo consiglierei a chiunque. Grande Sciascia!!
Wil

16.7.06

Domenica scaligera

Verona in un giorno

Oggi si va nella città scaligera. Domenica di luglio, caldo, non caldissimo, partendo da Padova in un'ora di treno siamo ai piedi dell'Arena. Non è la prima volta: c'ero stato in gita scolastica in terza liceo, e mi ricordo che non riuscimmo ad entrare nella basilica di San Zeno credendola chiusa, questa volta che ci tenevo un pò di piu' lo stesso: siamo arrivati dopo l'orario di chiusura. San Zeno è solo l'ultima tappa di una giornata di gran passeggio per l'intera città.
Verona ha un'anima romana, che si esprime nel suo monumento piu' celebre,l'Arena, che d'estate diventa un tempio della lirica, e, tra un'opera e l'altra, si susseguono i cambi delle maestose scenografie per il piacere dei turisti, ed è stato questa la prima fermata. Un altro itinerario che non abbiamo mancato di percorrere è quello "romeoegiuliettese" noto in tutto il mondo che ha per tappe la tomba di Giulietta( che ridere!! c'era una bimba che diceva ai suoi genitori "Ma noi abbiamo fatto tutti questi chilometri per vedere questo? :)" e la casa di Giulietta : di Romeo non se ne frega nessuno, boh!! posti ben organizzati, forse un pò troppo turistici, ma vale la pena vederli. Da non trascurare uno sguardo all'Adige, che in certi punti è molto panoramico, e poi è il secondo fiume d'Italia!! A seguire le chiese storiche: San Fermo stupenda col suo soffitto tutto decorato e la cripta, Sant'Anastasia col famoso affresco del Pisanello, dunque il Duomo, peccato per San Lorenzo e San Zeno che abbiamo visto solo all'esterno. Ma perchè non fermarsi in qualche negozio per vedere le ultime novità della moda e poi sì, strano ma vero, ho mangiato qui la migliore granita dell'estate, alla menta buonissima!!!Non ci siamo persi infine piazza delle Erbe, le Arche Scaligere, il ponte romano, il castelvecchio eccetera eccetera, tanto che le nostre scarpe hanno dato segni di cedimento ed i nostri piedi hanno fatto richiesta di un bagno caldo con gli oli essenziali. Se avete due giorni è meglio, ma bella proprio bella Verona!!!

24.6.06

Borghi campani

Casertavecchia e Capua

Mi capita ogni tanto di trovarmi dalle parti di Caserta e da qui oltre alla superba "Reggia" non mancano certo le occasioni di fare escursioni verso angoli pregiati del nostro belpaese. Durante lo scorso fine settimana sono stato a Capua giusto giusto per lo struscio sabato-serale. Cittadina interessante, bella e antichissima, si raggiunge il centro storico attraversando prima il fiume Volturno, famoso tristemente per l'inquinamento, ma non me ne sono accorto, e poi passando sotto un bell'arco seicentesco, si giunge in un'ampia piazza. Al periodo dei vicere spagnoli risalgono la maggior parte dei palazzi storici, non mancano peraltro resti romani, normanni o medievali. Ma per una semplice passeggiata non ho studiato la storia della città, mi sono limitato a notare la quantità di gioventu' amoreggiante che affolla le strade diCapua e la loro tenera età : qui sono molto precoci!! Il vociare, l'animosità genuina e innocua della folta platea si scontra però con l'alterigia e la de-cadenza dei palazzi. Una bella ristrutturata alle strutture accrescerebbe la vocazione turistica della cittadina.
Il giorno successivo si visita l'alto borgo di Casertavecchia dove poter rinfrescarsi dalla calura estiva che inizia a farsi sentire. Il paesino anch'esso molto antico, ben conservato e molto, anche troppo, visitato, e' un saliscendi di stradine molto caratteristiche e scorci panoramici sulla reggia, con in cima la bellissima piazza del Vescovado. Qui non può mancare una sbirciatina al nsuperbo duomo in stile siculo-normanno e al termine della visita una bibita rinfrescante al vicino bar. Se non si è stanchi si giunge ad una casina con una bella bifora ed una signora che dice di essere la padrona di casa che ti mostra la sua arte, sculture di pupazzi un pò inquietanti, e ti racconta la sua storia di com'è giunta dal nordeuropa in questo paesino. Per terminare dopo aver visto altre due interessanti chiesette c'è il castello, che è abbastanza distrutto, ma che a volte ospita rappresentazioni in costume medievale e vale la pena assistervi.
Alla prossima.
Wil

16.6.06

Sulla via francigena viterbese

Civita di Bagnoregio e Bolsena

Se capita una giornata bella ma non troppo, da Roma non è vicinissimo, ma si può fare, c'è una località interessantissima e molto nota Civita di Bagnoregio, il paese che muore. Per arrivarci si può fare un pezzo di autostrada e poi la Orte-Viterbo per poi prendere la Cassia o Via Francigena attraversando bellissimi scenari tra il Lazio e l'Umbria ricchi di vegetazione e di tranquillità. Civita è situata sul cucuzzolo di un colle tufaceo, ed è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale di cemento armato che la collega a Bagnoregio. Arrivati scopriamo un paesino seicentesco elegante ed affascinante nella sua finta decadenza. Finta perchè poi gli stranieri sono arrivati ed hanno comprato le case e ne hanno fatto un luogo di villeggiatura, molto sapientemente. Bella la piazza principale ed anche la chiesa nonostante appaia per certi versi una stalla di animali riadattata al culto. Bar ristoranti e negozietti, meglio portarsi un panino però e poi si può ripartire alla volta di Bolsena. Riprendendo la Cassia si costeggia il piu' grande lago vulcanico d'Italia e si giunge al paese da cui prende il nome(forse è il contrario). E la sorpresa è che ci troviamo nel mezzo dei festeggiamenti del Corpus Domini e del miracolo eucaristico che si trova nella Basilica di Santa Cristina. Per l'occasione Bolsena ammanta di fiori le vie del centro storico per un'interminabile processione con il clero, i fedeli, le confraternite, la banda musicale e gli sbandieratori. E ci siamo visti anche la preparazione e la sistemazione dei disegni floreali sulle strade, donne uomini e bambini, c'è tutto il paese alle prese con questa ricorrenza popolare. Non abbiamo trascurato un riposo presso la spiaggetta in riva al lago e per finire una visita nella bellissima basilica di Santa Cristina, ormai vuota dei pellegrini, già in processione. All'interno si apre uno scenario emozionante, altari, nicchie, cappelle, quadri, tele, affreschi e sculture di varie epoche e di raro interesse storico. Nella grotta, ricavata durante il taglio delle catacombe nel IV sec., è custodito l'altare del miracolo dove giace la pietra con le impronte della santa che, secondo la leggenda, sorresse il suo corpo nel lago. Da qui si accede al sepolcro di S. Cristina e alle catacombe, i cui reperti rinvenuti sono esposti nella cappella di S. Leonardo. Bel modo di passare una giornata di giugno.
Saluti

9.6.06

2 Giugno in gita

...a Vicenza

C'è chi dice che ci sono troppe feste comandate, ma quella della Repubblica del 2 Giugno è ormai irrinunciabile, visto che, oltre all'importanza della "Patria", cade in un giorno ottimo per le gite fuori porta. Scelgo di visitare, con la scusa del Festival Biblico, la città di Vicenza. Bella davvero, e addobbata di bandiere per l'occasione, con la fanfara dei bersaglieri a portare l'amore per l'Italia anche ai critici piu' ristagnanti. Esco dalla stazione prendo per i giardini e arrivo in pochi minuti ad una bella villa e di seguito un arco che immette nel centro storico quindi in corso Palladio che è la via del passeggio. Questa volta senza guide o depliant faccio un primo giro "a naso", e così tutto quello che vedo è una scoperta, niente mi aspetto e tutto mi meraviglia. Vicenza è Palladio, ville e Palazzi architettati con gran gusto ed eleganza. Meraviglia delle meraviglie piazza dei Signori che con lo sfondo della basilica Palladiana, che tanto ricorda il Palazzo della Ragione di Padova e la superba torre Bissara. E dopo la passeggiata generale e qualche perlustrazione superficiale mi addentro nei vari centri d'interesse : prima tappa il Teatro Olimpico fiore all'occhiello di Andrea Palladio, un unicum nel suo genere, poi Palazzo Chiericati, sempre Palladiano, molto fine, che è sede della Pinacoteca Civica. E poi Palazzo Leoni Montanari con la sua collezione di Icone Russe e la stupenda mostra "Restaurazioni". Tappe in qualche chiesa, la Cattedrale che non mi ha molto impressionato, bella invece la due-trecentesca chiesa di Santa Corona. Risalendo il Corso Palladio, procedo con qualche visita alle varie piccole mostre nell'ambito del Festival Biblico, libri e stampe antiche, per terminare col museo Diocesano dove una guida ben preparata illustra le antichità custodite. Poi mi coglie il maltempo, ma ormai sono stanco.
Una giornata piena dunque per una bella città. Wil

1.6.06

Romanzi italiani contemporanei

Con le peggiori intenzioni di A. Piperno

E' forse il libro piu' discusso dell'anno, chi dice che è un capolavoro, chi dice che è estremamente noioso e per una volta sono sceso anche io in campo. Ho letto un libro contemporaneo, cosa che faccio molto raramente, ma penso che poi un giorno mi stuferò di leggere solo "classici". Piperno mi ha incuriosito, prima per le pagine e pagine consumate sul blog dei "Miserabili" e poi per un'intelligente intervista alle "Invasioni Barbariche" che ho seguito con interesse, di conseguenza non ho potuto farmi scappare l'edizione economica a 5 euro, anche se a malincuore perchè della "Mondadori". Devo proprio dire che il libro è stato per molti tratti appassionante, mi piace lo stile cinico e antibuonista di Piperno, forse un pò saccentino e borghesino nel suo essere antiborghese, ma quello che conta è che è ben scritto e che le figure protagoniste del libro cioè l'epico nonno Bepy e il disorientato e sorprendente nipote Daniel sono disegnate con grande sapienza e sfoggio di espressioni elaborate. Il libro è la saga della famiglia ebrea romana dei Sonnino in mezzo secolo e piu' dal dopoguerra fino ai nostri giorni, tra i fasti, il lusso, la vita godereccia e dominata di Beby alle giornate sofferte e inappaganti del frustato Daniel con Roma e una serie di altri ben caratterizzati personaggi minori a fare da sfondo. Dal Proustiano e Rothiano Piperno grande prestazione. Al prossimo libro.
Wil